ROVIGO – Ritorna a casa, perchè Rovigo resta dentro. Qui ha conosciuto l’amore della sua vita, è diventato padre, ed ha riportato lo scudetto nel 2016. Non è un finale, ma una tappa di ulteriore crescita. Stefan Basson, l’estremo sudafricano che con la maglia della FemiCz ha segnato la bellezza di 1438 punti, ritorna in viale Alfieri. Davanti a lui, nella classifica marcatori, solo Andrea “Pepe” Scanavacca ed un certo Naas Botha, scusate se è poco.
Ha perfezionato l’accordo con il patron Francesco Zambelli, sarà uno staff tecnico a trazione Sudafricana. Gli sarà affidata l’Under 19 del Rovigo, darà manforte a coach Allister Coetzee per il gioco al piede della prima squadra, aspetti di cui è maestro assoluto. Metterà a disposizione la sua esperienza anche per le società del territorio, un progetto più ampio, che comprende i giovani, perchè il futuro va costruito.
Al termine della stagione 2016-2017 aveva lasciato Rovigo dopo ben 10 anni in rossoblù, il suo passaggio a Firenze, alla corte de I Medicei, fece scalpore. Al fianco di Pasquale Presutti, guru della palla ovale italiana, cominciò con il doppio ruolo di giocatore ed allenatore in seconda.
A 38 anni decide si smettere, continuando la sua carriera da allenatore. A Firenze il progetto si ridimensiona, a Mogliano, al fianco di Salvo Costanzo, aumenta la propria esperienza, dopo 5 anni è giunto il momento di tornare a casa.
Da atleta ha giocato in Currie Cup con Western Provence, altri tre anni con i Bulls. Per sei anni ha rappresentato con immenso orgoglio il SudAfrica con gli Springbok Seven. Poi per dieci meravigliose stagioni ha vestito la maglia del Rovigo, in viale Alfieri, oltre all’head coach Coetzee, anche l’altro sudafricano di Boara, il ds Polla Roux. Il disegno del patron Zambelli sembra chiaro.
Giorgio Achilli


















