E' indignato Osvaldo Pasello per una imposta odiosa, di stampo feudale, addebitata ad un unico utilizzatore quando invece dovrebbe essere equamente divisa tra tutti i fruitori

ROVIGO – “Ma è possibile dover pagare per andare in strada?” se lo chiede, da cittadino, l’ex dirigente scolastico Osvaldo Pasello.

“Dal 1 gennaio 2024, per la Provincia di Rovigo, sì, – spiega – una volta tolto l’esonero dei passi carrai dal pagamento del Canone Unico Patrimoniale, con Deliberazione Consiliare n. 29 del 13 dicembre 2023. Certo, ovviamente tutto previsto dalle norme nazionali e locali, lo si fa un po’ ovunque: per migliaia di polesani, tuttavia, da bilancio di previsione, circa 300 mila Euro complessivi in più da pagare alla Provincia, nel 2024.

Una bella sberla: 7,3 euro al metro quadro occupato per un accesso, con un canone individuale che può arrivare a 60/70 euro, dunque in grado di azzerare i minimi vantaggi fiscali promessi dal Governo ad esempio attraverso il “Bonus Natale”: con una mano il Governo di centrodestra a Roma “regala” 100 euro natalizi a taluni italiani e con un’altra il governo della Provincia, guidato da uomini del centrodestra, toglie 60-70 euro ad una vasta platea degli stessi o di altri cittadini.

E avanti! Non è tanto l’importo, forse, a dar fastidio: è proprio la tassa sui passi carrai che è in sé odiosa. Ovunque la si applichi, da parte di comuni o province. Odiosa a dire poco, perché richiama decisamente il mondo feudale, ovvero lo “Ius passi” (o “pedatico”), il canone che i poveracci pagavano per transitare, a piedi, su sentieri e strade del feudatario. Peccato che una provincia non sia (fino a prova contraria) al vertice di sistema feudale, ma un ente che rappresenta tutti, un ente le cui proprietà sono di tutti, pertanto pagare per il loro semplice utilizzo senza spreco e senza danno è davvero fuori da ogni grazia.

Dunque chi è decisamente contrario a tassare le proprietà private (non si parli mai, a destra o nel centro-sinistra, di patrimoniale, scherziamo!) ci tassa il semplice utilizzo, senza danno e senza spreco, delle proprietà pubbliche. Percorso, io credo, del tutto “contro giustizia ed equità” rimarca Pasello.

Non bastasse la tassa, arrivano le complicazioni. “La Provincia di Rovigo, per semplificarsi le cose – spiega Pasello – rimarca i crismi di medievalità individuando nei passi carrai spesso un solo destinatario del Canone Unico di pagamento. Ma in moltissimi casi sono diverse le famiglie a fruire contemporaneamente dello stesso passaggio”.

Come fare quindi per una equa ripartizione del beneficio di accedere alla pubblica via? La risposta informale ottenuta dall’interessato degli uffici provinciali è che sia il singolo contribuente destinatario del canone del passo carraio a rivolgersi, lui personalmente, agli altri fruitori per farsi dare una quota parte.

“Ma è possibile? – si chiede idignato Pasello – Davvero abbiamo raggiunto il limite. Il “fortunato” contribuente individuato dalla Provincia come unico pagatore è anche nominato, a voce, come una sorta di “sostituto d’imposta” per tutti gli altri fruitori.

Vergognoso è dire poco: con spirito nettamente avverso, in quest’ultimo aspetto, alla Costituzione, perché nessun cittadino può riscuotere canoni altrui.

Nell’attesa di capire se vi saranno le richieste correzioni di rotta, a tutti noi decidere se la Provincia di Rovigo può considerarsi, oggi, per i suoi cittadini, citando il grande recanatese, madre o matrigna” conclude l’ex dirigente scolastico rodigino.

One Comment
  1. Caro dott. Pasello, non è corretto neanche dover spendere migliaia di euro per doversi costruire un passo carraio davanti a casa propria, per entrare in casa propria, per dare assoluta precedenza e ascolto da parte del comune a chi vuole parcheggiare l’auto per non avere il fastidio di portarla nel proprio garage o per chi, nella sua grande boriosità, si compra un camion come auto e dice che in garage non ci sta!!

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