ROVIGO – Opellio Mirco Bolognesi è stato rieletto per acclamazione segretario generale provinciale della Uilm-Uil di Rovigo al termine del 18° congresso provinciale della categoria, svoltosi sabato 11 aprile alla Tenuta Cartirago di Ceregnano.
Una giornata partecipata, con la presenza di delegati, rappresentanti istituzionali e vertici sindacali, che ha visto al tavolo congressuale il segretario nazionale Uilm Guglielmo Gambardella, il coordinatore regionale Carlo Biasin, il coordinatore Uil Rovigo e artigianato Veneto Gino Gregnanin, con i lavori coordinati dal dottor Albino Boreggio.
Tra i saluti istituzionali sono intervenuti l’onorevole Nadia Romeo, il senatore Bartolomeo Amidei, il sindaco di Ceregnano Egisto Marchetti e, per il Comune di Rovigo, l’assessore Michele Aretusini.


Il lavoro al centro del confronto
Nel dibattito congressuale sono emerse forti preoccupazioni per il contesto economico e sociale, a partire dalle conseguenze dei conflitti internazionali, ritenuti fattori di aggravamento delle disuguaglianze e della perdita di potere d’acquisto.
I delegati hanno chiesto una revisione delle retribuzioni, misure contro l’inflazione e una distribuzione più equa del reddito disponibile, denunciando l’allargarsi della forbice tra ricchi e poveri.
Intelligenza artificiale, precarietà e reddito
Tra i temi affrontati anche l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro. Dal congresso è arrivato un messaggio chiaro: nessun utilizzo dell’innovazione può trasformarsi in uno strumento speculativo a danno dei lavoratori.
Per la Uilm servono nuove formule di tutela del reddito e una riflessione sui settori in cui il lavoro umano, manuale e artigianale, continuerà a essere centrale.
Accanto a questo, i delegati hanno ribadito come precarietà e incertezza sul futuro rappresentino oggi le principali paure dei cittadini, chiedendo una risposta coordinata a livello nazionale ed europeo.
Le richieste al sindacato e alla politica
Nel documento congressuale la Uilm chiede alla Uil di farsi promotrice, insieme alle altre sigle sindacali italiane ed europee, di una spinta politica capace di riportare al centro pace, coesione sociale e contrasto alle disuguaglianze.
Forti critiche sono state espresse anche sulla situazione italiana, con la richiesta di politiche più efficaci contro il lavoro precario, a favore del lavoro stabile e della crescita demografica, anche attraverso servizi in grado di conciliare maternità e occupazione.
Tra i riferimenti internazionali, i delegati hanno richiamato il modello spagnolo del governo Sánchez, indicato come esempio di riformismo fondato su salario minimo, diritti sociali e tutela del lavoro.
Sicurezza, pensioni e crisi del settore metalmeccanico
Ampia convergenza è stata espressa anche sulla campagna UIL “Zero morti sul lavoro”, con la richiesta di rafforzare la formazione sulla sicurezza e di estendere le tutele anche nelle piccole e medie imprese.
Sul fronte previdenziale, la categoria ha rilanciato la richiesta di consentire ai metalmeccanici l’accesso alla pensione a partire dai 60 anni di età o con 40 anni di contributi, sottolineando la pesantezza del lavoro svolto nel settore.
Non è mancato infine un allarme specifico sul comparto metalmeccanico polesano, con il timore che non vengano attuate quelle trasformazioni necessarie a salvaguardarne il futuro.

La nuova segreteria
Al termine dei lavori, i delegati hanno approvato per acclamazione la deroga ai mandati statutari, consentendo la ricandidatura di Bolognesi e rinnovandogli all’unanimità la fiducia.
Accanto al segretario provinciale, la nuova segreteria sarà composta da Erika Sette, Fabrizio Sacrato, Simone Zanirato e Nicola Fornasaro.
Un congresso che ha confermato la guida della categoria, ma soprattutto ha messo sul tavolo una lunga serie di urgenze. Perché il lavoro cambia, sì. Ma non per questo deve peggiorare per forza.



















