Infortuni mortali in crescita del +56,3% rispetto al 2024. La regione resta seconda in Italia per numero di vittime. Il Polesine con l’incidenza più alta e si colloca in piena zona rossa

ROVIGO – Nei primi dieci mesi del 2025, il Veneto ha registrato 100 morti sul lavoro, contro i 64 dello stesso periodo del 2024. Il 42% delle vittime è di origine straniera. La regione si conferma seconda in Italia per numero di decessi, subito dopo la Lombardia.

Le province più colpite in termini assoluti sono Verona, Venezia e Vicenza.

Il Veneto continua a registrare vittime sul lavoro e i decessi aumentano. Da gennaio a ottobre 2025 sono cresciuti del +56,3% rispetto allo scorso anno”, commenta l’ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega.

“Le morti in occasione di lavoro sono quelle che più rappresentano il livello reale di sicurezza. Lo scorso anno erano 47, quest’anno sono già 70. La situazione è sempre più allarmante”.

Rischio di morte sul lavoro: Rovigo è la provincia con il dato più grave

Per misurare le aree più fragili, l’Osservatorio elabora una mappatura basata sull’incidenza di mortalità.

A ottobre 2025 il Veneto registra 31,4 morti per milione di occupati, contro una media nazionale di 27,5: un valore che colloca la regione in zona arancione, a un passo dalla zona rossa.

Focus Rovigo

Rovigo è la provincia con l’incidenza più alta del Veneto: 70,2 morti per milione di occupati. Si trova in zona rossa, insieme a Vicenza (41,0) e Venezia (38,0). Il dato rodigino risulta oltre due volte superiore alla media regionale.

Le altre province: Verona in zona arancione (27,6), Padova e Belluno in zona gialla, Treviso unica provincia in zona bianca

Infortuni mortali: +56,3% rispetto al 2024

I 100 decessi totali da gennaio a ottobre 2025 includono: 70 morti in occasione di lavoro (+23 rispetto al 2024), 30 morti in itinere (+13 rispetto al 2024)

Classifica provinciale delle vittime totali. Verona: 22; Venezia: 19; Vicenza: 19; Padova: 18; Treviso: 13; Rovigo: 7; Belluno: 2.

Vittime in occasione di lavoro

Vicenza: 16; Venezia: 14; Verona e Padova: 12; Treviso e Rovigo: 7; Belluno: 2

Denunce di infortunio totali in lieve aumento

Le denunce passano da 58.490 (2024) a 60.052 (2025).

Rovigo registra 1.772 denunce, il valore più basso della regione ma coerente con una base occupazionale più ridotta.

Le province con più denunce

Verona: 12.142; Padova: 11.782; Vicenza: 10.911

Infortuni per genere e nazionalità

Donne: 20.521 denunce (15.857 in occasione di lavoro); Uomini: 39.801 (34.572 in occasione di lavoro); 7 donne decedute (4 in occasione di lavoro)

Lavoratori stranieri: 16.074 denunce, di cui 13.386 in occasione di lavoro; 42 decessi totali, 29 dei quali in occasione di lavoro

I settori più colpiti

Le Attività Manifatturiere restano il comparto più coinvolto nel fenomeno infortunistico, con 11.082 denunce in occasione di lavoro.

Seguono: Costruzioni (3.887), Commercio (3.472), Trasporti e Magazzinaggio (3.072), Sanità (2.880)

Che cos’è l’incidenza degli infortuni

L’incidenza degli infortuni mortali rappresenta il numero di lavoratori deceduti ogni milione di occupati in una determinata area. È un indicatore che permette confronti efficaci tra regioni con popolazioni lavorative diverse.

La zonizzazione del rischio definita dall’Osservatorio Vega

Bianco: incidenza < 75% della media nazionale. Giallo: tra 75% e media nazionale. Arancione: tra media nazionale e 125% della media. Rosso: > 125% della media nazionale


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