Rovigo – Non ci sta Paolo Zanini che si dichiara esterrefatto per l’approvazione del nuovo regolamento del corpo di Polizia locale di Rovigo (LEGGI ARTICOLO).
“Mi è venuto un dubbio assistendo alla seduta di consiglio comunale: ma questi consiglieri hanno letto il testo che andavano ad approvare? Hanno letto l’articolo 5 comma 2 del regolamento, nel punto in cui si precisa che, il personale cui non sia stata assegnata l’arma, può comunque essere impiegato in un servizio dove si prevede l’uso dell’arma, a condizione che almeno 1 degli operatori in pattuglia, abbia l’arma? – si chiede Zanini – Questo significa, ad esempio, che se esce una pattuglia di 3 agenti, mentre quello armato proverà, da solo, a portare a casa la pelle gli altri due potranno solamente fare da scudi umani. Questa è pura follia! E la cosa ancora più grave è che il testo è stato condiviso con estrema soddisfazione, non solo dal sindacato autonomo, ma anche dalla Uil Fpl (LEGGI ARTICOLO), senza aver sentito il personale.
Ho sentito interventi elogiare un regolamento “scritto bene”, o esaltare il fatto che, finalmente, gli agenti opereranno con maggiore sicurezza. Ecco, vadano a dirlo agli appartenenti al Corpo che, pur non essendo dotati di arma, verranno mandati nel bel mezzo di un potenziale conflitto a fuoco, a fare da facili bersagli per qualche delinquente incallito”.
“Nel dibattito, poi, più volte si è assicurato che si sarebbe potuto lasciare l’arma in apposite cassette di sicurezza poste in comando, e tutti si guardavano rassicurati. Si tralasciava però, di dire la verità, in quanto il testo “scritto benissimo”, all’articolo 13 comma 2 lettera c, recita testualmente che: ”tale facoltà è subordinata all’effettiva e concreta disponibilità delle cassette”. Tradotto: è possibile che l’agente sia obbligato a portarsi a casa l’arma, anche contro la propria volontà” continua Zanini.
“I casi sono due: o si è andati in consiglio come andare a fare una scampagnata, senza sapere di cosa si discute, oppure, si era ben consapevoli delle conseguenze di quello che si approvava, tanto, si giocava con la pelle degli altri”.
Paolo Zanini ricorda infine le nostre posizioni espresse dalla Cgil di Rovigo in rappresentanza degli agenti di Polizia locale che si sono confrontati con il sindacato:
- la maggioranza dei vigili, finora, invece dell’arma, ha chiesto di lavorare con maggiore serenità e in condizioni più dignitose. Le pregiudiziali ideologiche appartengono a chi le solleva perché non ha argomenti validi di confronto;
- non abbiamo scelto di non partecipare alla discussione sui regolamenti, ma siamo stati esclusi dalla volontà del comandante e del Sindaco, di avviare un confronto al di fuori delle regole fissate da Leggi e Contratti. Situazione che, in 30 anni di attività sindacale, non ho mai vissuto;
- prendiamo atto del fatto che, nonostante una richiesta unitaria, assieme a Cisl, Uil e gli RSU della Polizia locale, di sospensione della discussione, al fine di consentirci di tenere un’assemblea del personale per illustrare le proposte dei regolamenti, prima della sua approvazione, si sia scelto di andare avanti senza ascoltare la voce di chi dovrà fare i conti con le scelte dell’amministrazione.
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