L'Atm è fuori uso dall'esplosione dell'ottobre scorso che ha danneggiato anche il municipio. Disagi quotidiani per cittadini e attività economiche, mentre i lavori di ripristino non sono ancora iniziati.

VILLAMARZANA (Rovigo) – Sono trascorsi nove mesi dall’esplosione che, nella notte tra il 3 e il 4 ottobre dello scorso anno (LEGGI ARTICOLO), ha distrutto il Postamat di Villamarzana. Un assalto con l’esplosivo messo a segno da ignoti malviventi per forzare la cassa dell’Atm, una deflagrazione così violenta da provocare ingenti danni anche a un’intera ala del municipio che ospita l’ufficio postale.

Da allora il servizio non è mai stato ripristinato. Una situazione che continua a creare fortissimi disagi alla popolazione, composta in larga parte da persone anziane, costrette a raggiungere i Comuni vicini per effettuare prelievi, versamenti o usufruire degli altri servizi postali. Un problema che riguarda anche lavoratori e attività economiche, chiamati a spostarsi frequentemente per operazioni indispensabili. A complicare ulteriormente il quadro c’è il fatto che l’ufficio postale è aperto soltanto tre giorni alla settimana.

A sollevare il caso è la parlamentare del Partito Democratico, Nadia Romeo, che punta il dito contro i ritardi accumulati.

«È estremamente grave che, a distanza di nove mesi dall’esplosione, Poste Italiane non abbia ancora avviato i lavori di sistemazione e ripristino del Postamat. È un ritardo che la comunità di Villamarzana non può più accettare», afferma Romeo.

Secondo quanto emerge, infatti, tutta la documentazione necessaria sarebbe già pronta. Il Comune avrebbe completato gli adempimenti di propria competenza, accelerando le pratiche proprio per consentire a Poste Italiane di intervenire nel più breve tempo possibile. Eppure il cantiere non è ancora partito e, soprattutto, non esiste una data certa per l’avvio degli interventi.

Con l’estate ormai iniziata e il rallentamento delle attività dovuto alle ferie, cresce il timore che si possa superare abbondantemente un anno di inattività del Postamat. Anche i ripetuti solleciti e le interlocuzioni istituzionali con Poste Italiane, finora, non hanno prodotto risultati concreti.

Le conseguenze non riguardano soltanto i cittadini, ma anche il Municipio, che continua a subire gli effetti dei danni provocati dall’esplosione. Fino al completo ripristino della struttura, infatti, non è possibile procedere nemmeno alla riparazione di diversi climatizzatori comunali rimasti danneggiati. In questi giorni di caldo intenso l’amministrazione è stata costretta a ricorrere al noleggio di apparecchiature portatili, sostenendo così ulteriori costi.

«Nessuno intende mettere in discussione il ruolo di Poste Italiane, che rappresenta uno degli ultimi presìdi fondamentali nei piccoli Comuni. Anzi, il progetto Polis dimostra la volontà di rafforzare questi uffici trasformandoli in punti di accesso a numerosi servizi della pubblica amministrazione», sottolinea ancora Nadia Romeo.

«Quello che contestiamo è la mancanza di attenzione verso i disagi che una chiusura così prolungata provoca a una comunità composta in gran parte da persone anziane, per le quali spostarsi nei centri vicini rappresenta spesso una difficoltà concreta», aggiunge la parlamentare.

Per questo motivo Romeo annuncia un’iniziativa a livello nazionale.

«Ritengo inaccettabile che, dopo nove mesi, i lavori non siano nemmeno iniziati. Porterò la situazione all’attenzione dei vertici centrali di Poste Italiane, denunciando i gravi disagi che questa vicenda sta causando a Villamarzana e chiedendo tempi certi e maggiore rispetto per la comunità locale», conclude Nadia Romeo.

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