ROVIGO – Celebrazioni, riflessione e partecipazione. In vista dell’80° anniversario della Liberazione, il Partito Democratico di Rovigo promuove iniziative in città e rilancia un messaggio rivolto in particolare alle nuove generazioni.
Il segretario del circolo cittadino Francesco Gennaro annuncia la presenza del partito in piazza Vittorio Emanuele nella giornata del 25 aprile, con un banchetto aperto ai cittadini dalle 9 alle 13. “Saremo in piazza per festeggiare gli 80 anni della Costituzione – spiega – con un momento di incontro e un omaggio alle signore”.
Accanto all’iniziativa pubblica, arriva anche la riflessione della dirigente dem Virna Riccardi, che invita a vivere il 25 aprile non come una ricorrenza formale, ma come un impegno attuale. “Ottant’anni non sono solo un traguardo cronologico – sottolinea – ma la distanza tra il rumore delle armi e il silenzio di una pace che troppo spesso diamo per scontata”.
Al centro del messaggio, il valore della democrazia come costruzione quotidiana. “Non è un’eredità definitiva – evidenzia Riccardi – ma qualcosa di fragile, che richiede attenzione e responsabilità ogni giorno”. Da qui il richiamo ai diritti fondamentali restituiti dalla Liberazione, dalla libertà di espressione al diritto di voto, fino alla possibilità di studiare e muoversi liberamente.
Un ruolo centrale è attribuito alla Costituzione, definita “non un documento del passato, ma una bussola per il futuro”, e alla necessità di affrontare le sfide contemporanee – dal cambiamento climatico all’intelligenza artificiale – con una visione aperta e solidale.
Nel messaggio non manca anche un riferimento al contesto internazionale, segnato da nuovi conflitti. “Parlare di Liberazione oggi significa rifiutare la logica della forza e difendere i diritti umani”, sottolinea.
Infine, l’appello ai giovani: trasformare la memoria in azione concreta. “La libertà è come l’aria – ricorda Riccardi citando Piero Calamandrei – ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”.
Il 25 aprile, dunque, come momento non solo di ricordo, ma di partecipazione attiva, con l’obiettivo di tenere viva una memoria che guarda al futuro.

















