ROVIGO – ”Quanto tempo è passato, quante cose sono cambiate, quanta vita vissuta mentre la storia ci è scivolata accanto. Ora siamo qui, non più ragazzi, ma se chiudiamo gli occhi, basta un attimo: i banchi di scuola, i sorrisi spensierati, le corse a perdifiato, i compiti, le interrogazioni e mille sogni nel cassetto”, ricorda Anna Maria Stoppa.
“È un’immagine che prende vita, un po’ a colori e un po’ in bianco e nero, come quelle foto scattate durante le gite. Siamo in classe, c’è un po’ di chiacchiericcio e risate sommesse, il prof. deve ancora arrivare. Eccolo, il suo sguardo su di noi. È giovane, non ci dividevano tanti anni, ci capisce ma ci deve guidare. E la maturità si avvicina, libri e libri da studiare. Però c’è lui, il prof. giovane che non concede ma ci accompagna senza timore verso il grande traguardo. Studiare, impegnarsi, superare gli esami e buttarci nella vita, affrontandola nel bello e nel cattivo tempo per crescere e diventare adulti. Grazie prof. Fausto e grazie a tutti gli altri professori e professoresse che ci hanno insegnato con pazienza e la giusta severità quando serviva”.
Anna Maria prosegue: “Eh sì, è magico davvero che a distanza di 55 anni siamo ancora insieme e ci sentiamo compagni e amici come quando eravamo a scuola. E quello che siamo diventati nella vita e nel lavoro lo dobbiamo anche ai nostri professori. La nostra è sempre stata una classe speciale: più che compagni di scuola eravamo e siamo amici, con la voglia di incontrarci per raccontarci le nostre esperienze, rivivere i giorni di scuola e ricordare che abbiamo avuto la fortuna di avere un professore eccezionale in quinta: il nuovo prof. di lettere Fausto Merchiori“.
I ricordi e i pensieri sono stati condivisi dai presenti: Giorgio Lazzarini, Giuseppe Pezzoli, Franco Pavanello, Flora Nibale, Chiara Bellettatti, Rita Rosatti, Patrizia Piola, Rita Astolfi, Mario Chieregatti, Gloria Diani, Luigi Cozzolino, Dorina Bonvento, Francesco Santato.

Presente all’incontro, il professore Fausto Merchiori (foto qui sopra) ha ricordato: “Nel mio lavoro, ho avuto la buona sorte di incontrare giovani di grande qualità, impegnati, sereni, collaborativi. Ma la 5° A del 1970, la mia prima classe quinta, appena nominato al “De Amicis”, nella mia prima esperienza di insegnante in un Istituto Superiore, è stata molto, molto speciale, sia nei singoli studenti sia nel loro insieme: eravate affiatati, concordi, amici e non solo “compagni di classe””.
Ha aggiunto: “Una classe davvero “speciale” per le qualità di voi studenti, nei comportamenti e nell’apprendere. Ricordo la prontezza con cui entravate nei temi di letteratura, la compostezza nelle situazioni “fastidiose”, il buon umore sempre presente e l’equilibrio che vi caratterizzava, fondamento della capacità di mantenere un clima disteso“.
Il professore ha voluto ricordare anche il preside Arturo Rossi, apprezzato per la sua formazione e i valori trasmessi, e i colleghi: Dino Reale, riferimento di cultura e coerenza; Gianna Zanirato, con il suo sorriso e la severità nei compiti; Don Giuseppe con la sua “alfa”; e il prof. Fiorencis.
Merchiori ha concluso con un ricordo affettuoso: “I ricordi sarebbero tanti e con amarezza voglio ricordare la scomparsa di Enrico Zennaro e Piergiorgio Stecca. Di entrambi, io e voi, abbiamo un ricordo vivo. Ma tutti voi, ragazze e ragazzi, siete stati, come ho sempre pensato, splendidi”.













