Indignazione per le parole espresse sui social dall'associazione sportiva sull'incontro di pugilato tra le atlete Angela Carini e Imane Khelif

ROVIGO – “Siamo molto sorprese di leggere ancora parole d’odio nei confronti della comunità LGBTQIA+, specialmente se queste parole provengono da una realtà importante come l’associazione sportiva Rhodigium Boxe”.

Così Giulia Bassani, iscritta al circolo PD di Rovigo (a sinistra della immagine qui sopra), tiene alta l’attenzione sul recente post della Rhodigium Boxe. Il caso riguarda l’incontro di pugilato che si è disputato oggi a Parigi tra le atlete Angela Carini e Imane Khelif, quest’ultima accusata di possedere alti livelli di testosterone, nonostante abbia avuto il via libera dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale).

“Queste situazioni sono estremamente delicate e vanno affrontate con la giusta conoscenza e consapevolezza, altrimenti si rischia di spargere odio e falsità a discapito della comunità LGBTQIA+” aggiunge Silvia Muzzupappa, membro del direttivo del Circolo PD di Rovigo ed ex candidata consigliera (a destra della immagine sopra).

“Un’associazione sportiva non può scrivere frasi come “il CIO preferisce l’indottrinamento LGBT alla salvaguardia degli atleti” oppure “Imane Khalif è nato maschio” per concludere con “all’ideologia trans gender viva lo spirito Olimpico” – proseguono – Per questo motivo abbiamo ritenuto doveroso e necessario segnalare queste dichiarazioni a Politropia Arcigay Rovigo, certe che l’unico messaggio che deve passare da queste Olimpiadi sia quello dell’inclusione e del rispetto per tutte quelle persone che altri reputano diverse”.

Appello accolto dall’associazione, il cui presidente Nicola Pizzamiglio precisa: “C’è differenza tra persone trans e intersex, com’è appunto Imane Khelif, e il messaggio che passa da parte di questa associazione sportiva non ha niente a che vedere con i valori che lo sport trasmette, ovvero quello di rispetto e inclusione – ed infine chiosa – Se una persona intersex dovesse entrare in una loro palestra ci chiediamo cosa accadrebbe viste le parole riservate all’atleta algerina”.

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