L'ex assessore comunale all'Ambiente commenta il balzo in avanti di 15 posizioni nella classifica stilata da Il Sole 24 Ore

ROVIGO – E’ migliorata notevolmente la qualità della vita in provincia di Rovigo secondo la classificazione dell’indagine annuale condotta dal Sole 24 Ore (LEGGI ARTICOLO). Rovigo è salita nella classifica nazionale di 15 posizioni e si colloca al 53° posto, appena dopo Ferrara. Si tratta di una valutazione provinciale, ma la città capoluogo incide su molti dei servizi e degli indicatori che vengono presi in esame per considerare il benessere e la qualità della vita, 90 indicatori suddivisi in 6 categorie principali.

“A prima vista si tende a guardare il risultato complessivo, che in questo caso è molto positivo, ma in realtà molte considerazioni si possono fare osservando gli aspetti nei quali si è avuto un progresso, ma anche soprattutto quelli dove ancora siamo arretrati perché è su quelli che andrebbe concentrato l’impegno degli amministratori e dei cittadini” afferma Dina Merlo per il Forun dei cittadini.   

“I risultati nazionali vedono un arretramento delle città metropolitane, tranne Bologna, evidenziando che una buona qualità della vita si può avere con servizi e buone pratiche amministrative soprattutto in città medio-piccole. Premesso che questi risultati sono frutto di miglioramento su diversi settori, che in questi anni tutte le città hanno cercato di realizzare uno sviluppo economico e sociale sostenibile e si stanno impegnando per fornire servizi culturali e di benessere alla persona, non c’è dubbio che anche Rovigo abbia fatto dei passi avanti riscontrati, in particolare negli ultimi anni della amministrazione guidata dal sindaco Edoardo Gaffeo” dichiara l’ex assessore comunale.

“In riferimento alle categorie considerate dall’indagine del Sole 24 ore, alcuni aspetti sono per Rovigo più critici per ragioni strutturali rispetto ad altre realtà più evolute economicamente o più facilitate in termini di posizione geografica o semplicemente per il clima. In termini climatici umidità, nebbia e ondate di calore non mettono certo la nostra zona fra quelle a maggio comfort climatico e in relazione a questo il livello di concentrazione delle polveri sottili rimane comunque più alto rispetto ad altri territori con maggiore ventilazione.

Ma andando a leggere le categorie che hanno consentito un salto nel livello di benessere, Ricchezza e consumi evidenziano che a Rovigo (+33%) esistono meno disuguaglianze sociali, affitti e valori delle case più abbordabili, depositi bancari e spese per i consumi nella media come pure le riqualificazioni energetiche. Demografia e società (+38%) è un altro settore che ha portato miglioramenti rispetto agli anni precedenti, con bassi consumi di farmaci e servizi per una migliore qualità della vita delle donne. Le donne hanno avuto un aumento nel livello di occupazione. Tuttavia nel 2024 rispetto al 2023 si è registrata una drastica riduzione (-31%) del numero di amministratrici comunali donne, frutto evidentemente delle ultime elezioni comunali, e questo non è certo un segnale positivo.

Altri risultati positivi si sono avuti nella categoria Ambiente e servizi (+ 9%), con il miglioramento della percentuale della raccolta differenziata, fra le più alte a livello nazionale, con la maggiore copertura di servizi on line per le famiglie e con servizi per una buona qualità della vita di bambini, giovani e anziani.

In termini di Giustizia e Sicurezza Rovigo ha migliorato una situazione già molto positiva, denotando che non è certamente la sicurezza un problema che affligge questo territorio, come invece si riscontra in altre parti del Paese. Affari e Lavoro è invece il settore in cui la provincia di Rovigo continua a presentare maggiori difficoltà. 

Questi dati ci danno una lettura della provincia di Rovigo come un territorio in cambiamento, con un tessuto sociale sano, ma una popolazione che invecchia e una struttura economica poco dinamica.

I problemi da affrontare riguardano uno sviluppo economico sostenibile e portatore di occupazione, che sia più attrattivo per giovani, per mantenere e aumentare la popolazione in età lavorativa, sfruttando la qualità delle condizioni di vita per giovani e famiglie. Il futuro di una provincia che presenta qualità dell’ambiente, buoni livelli di istruzione e potenzialità produttive, deve proiettarsi verso investimenti economici duraturi e ad alta intensità occupazionale e non rivolgersi ad attività impattanti e ad un apparentemente comodo e rassicurante ritorno al passato in una società che corre ad alta velocità verso nuovi traguardi”.

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