Dito puntato verso l'amministrazione del capoluogo guidata dalla sindaca Valeria Cittadin per il Movimento 5 Stelle di Rovigo

ROVIGO – “Dalla Giunta dei proclami, sulle partecipate, c’è solo una gran confusione.  Da quando c’è questa amministrazione, quasi ogni giorno la telenovela degli Enti pubblici continua a tenere banco, peccato che non appassioni più nessuno” afferma il Movimento 5 Stelle di Rovigo.

“Così, su As2, dopo l’allarme lanciato dalla società stessa e dai sindacati riguardo alla stabilità economico-finanziaria della partecipata, siamo passati dall’idea lanciata il 28/01/2025 dall’ex capogruppo di FdI Aniello Piscopo, ovvero “una multiservizi con Asm SpA”, alla posizione della sindaca Cittadin, che nel Consiglio comunale del 06/03/2025, rispondendo ad una interrogazione sull’andamento di As2, ha dichiarato: “occorre aprire un ragionamento sul futuro dell’azienda […] non è pensabile, secondo il mio ragionamento, effettuare azioni di restyling che prevedano di attaccare qualche pezzo a qualche altra azienda che funziona, perché significherebbe portarla in perdita”, sostanzialmente affossando quanto dichiarato appena un mese prima da un consigliere della sua maggioranza. 

Adesso, dopo settimane di silenzio, è il coordinatore comunale di FdI che afferma “riteniamo indispensabile che ci si metta al tavolo per un piano industriale serio e credibile […], invitiamo i Comuni soci a rivolgersi ad As2, e l’azienda ad avere un ruolo più attivo”, intervento concluso lanciando l’idea di erogare servizi anche a chi non è ancora socio, e valutando di fare entrare nel capitale sociale anche altri Enti pubblici fuori provincia. 

A questo punto c’è da chiedersi se anche questa sarà una proposta che verrà lasciata cadere nel dimenticatoio, o se veramente l’amministrazione la accoglierà e inizierà ad affrontare la questione, dato che fino ad ora sono state spese molte parole, ma si è dato seguito a gran poco. 

Situazione esattamente opposta, invece, per quanto riguarda Ecoambiente, dove la sindaca ormai ha iniziato una guerra con la società che si trascina da mesi (LEGGI ARTICOLO), e su cui, l’unica cosa che viene da dire, vista l’amarezza che lascia tutto ciò, è che se avesse speso almeno il 10% delle sue energie per bloccare l’impianto privato a Sarzano, come sta cercando di per bloccare in tutti i modi, adesso, quello di Ecoambiente, forse avrebbe rispettato oltre che l’ambiente, anche la volontà di due comunità che hanno detto in tutti i modi che quell’impianto non lo volevano. Ma ancora una volta, il pressappochismo fa da padrone. 

Rimaniamo invece tutti ancor più perplessi su Iras, della quale non si è più parlato dal momento in cui, il 23 Gennaio, trionfante come sempre la sindaca sui suoi canali social dichiarò dopo un incontro in Regione: “abbiamo aperto un percorso condiviso che porterà alla definizione di un Piano di Risanamento concreto, in piena collaborazione tra Comune e Regione.” 

Poi, si è tornati al vecchio piano di risanamento, naufragato, del 2022, che prevedeva il pagamento dei 3,2 milioni di Euro ad IRAS da parte del Comune. Operazione sulla quale adesso l’amministrazione dichiara che è necessario fare un ragionamento ponderato per fare tutto nella correttezza delle normative, peccato che, quando erano all’opposizione, tutta questa ponderazione non sapevano nemmeno dove fosse. 

La vera vittima in tutto ciò rimane sanguinante: il Polesine, con servizi più precari, succube di una politica che si riduce a qualche slogan e ad iniziative di facciata, senza preoccuparsi delle questioni cruciali per combattere il trend negativo generalizzato che sta travolgendo il nostro territorio, Capoluogo in primis” concludono dal Movimento 5 Stelle Rovigo

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