I candidati civici di Alleanza Verdi e Sinistra denunciano l’assenza di strategie regionali per lo sviluppo economico e infrastrutturale del territorio

ROVIGO – «Il Polesine ha bisogno di investimenti produttivi, non di slogan». È il messaggio lanciato da Dina Merlo e Claudio Curina, candidati civici di Alleanza Verdi e Sinistra alle elezioni regionali, che denunciano una situazione di grave marginalità economica per la provincia di Rovigo, “sistematicamente esclusa” dalle politiche di sviluppo della Regione Veneto.

Secondo i due candidati, negli ultimi anni il tessuto economico polesano ha sofferto una mancanza strutturale di investimenti mirati nei settori agroindustriale, artigianale e manifatturiero, mentre il comparto edilizio ha vissuto una fase di crescita legata quasi esclusivamente ai bonus e agli incentivi energetici, destinati però a esaurirsi nel breve periodo.

«La Regione – spiegano Merlo e Curina – ha il compito di trasferire i fondi europei di sviluppo e coesione ai territori, adattando bandi e misure alle loro reali caratteristiche. In Polesine, invece, sono arrivate solo risorse marginali. È mancata completamente una visione di sviluppo che parta dalle nostre specificità e dai nostri bisogni».

ZLS incompiuta: “Un’occasione persa per attrarre imprese e lavoro”

Nel mirino anche la gestione della Zona Logistica Speciale (ZLS) Venezia–Rovigo, concepita per attrarre investimenti industriali grazie a agevolazioni fiscali per le imprese che vi si insediano.
«Quella che poteva essere una grande opportunità – sottolineano i candidati di AVS – è diventata un’occasione sprecata. I tempi lunghi e i finanziamenti insufficienti hanno lasciato la ZLS priva di effetti concreti per il nostro territorio. Le potenzialità della ZLS restano solo sulla carta».

Una delle principali criticità, aggiungono Merlo e Curina, riguarda la mancanza di infrastrutture adeguate a supporto del sistema logistico e produttivo: «Non si può pensare di creare un’area industriale competitiva senza collegamenti moderni. Serve il potenziamento della linea ferroviaria Verona–Chioggia, l’integrazione dell’Interporto di Rovigo con quello di Marghera e una strategia chiara per connettere il Polesine al resto del bacino padano».

“Restituire ai Comuni la regia dello sviluppo”

Sul sito regionale della ZLS, osservano i due candidati, «non risultano aree produttive individuate nell’area di Rovigo, mentre tutte le opportunità sono concentrate su Marghera».
Per Merlo e Curina, questo è il simbolo di una politica regionale che ha “dimenticato il Polesine”: «È necessario che la programmazione di queste aree torni ai Comuni, in primis a Rovigo, per restituire al territorio la capacità di decidere dove e come investire. Solo così il Polesine potrà tornare protagonista dello sviluppo regionale».

Un appello chiaro, che si traduce in un impegno politico: riportare la pianificazione economica e industriale vicino ai cittadini e alle amministrazioni locali, per costruire un futuro fatto di lavoro stabile, sostenibilità e valorizzazione delle risorse del territorio.

One Comment
  1. cosi’..per rinfrecare la mamoria…questi “partito” parla anche di tagli alla sasnita’..ok.analizziamo :monti,messo li da un tale napulitano…letta….renzi..gentoloni…conte…hanno fatto tagli lineari con manovre finanziarie..che stiamo tuttora pagando lo scotto.e ditemi:di che corrente politca sono questi????

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie