“Opacità sulle responsabilità e silenzi gravi davanti a crisi che colpiscono lavoratori e la comunità di Adria”

ADRIA (Rovigo) – Dalla vicenda della piscina comunale fino ai licenziamenti annunciati alle Cartiere del Polesine. Il Partito Democratico di Adria lancia una doppia accusa alla maggioranza guidata dal sindaco Massimo Barbujani, denunciando scelte politiche discutibili, mancanza di trasparenza e un atteggiamento giudicato distante dai problemi reali del territorio.

Sul fronte della piscina comunale, i dem tornano a contestare la transazione da 300 mila euro con il fallimento Adrianuoto, approvata dal Consiglio comunale. Una cifra che, secondo il PD, rappresenta l’epilogo di decisioni sbagliate assunte negli anni passati dall’attuale gruppo di governo. La convenzione del 1996, ricordano, aveva portato alla realizzazione di vasche esterne, palestra e aree attrezzate senza alcun contributo pubblico. E se nel 2012 la normativa nazionale impose la gara per i servizi, la stessa legge consentiva di lasciare scadere ordinariamente il rapporto nel 2016.

La scelta del Comune di procedere invece a una risoluzione anticipata, respingendo ogni ipotesi di accordo, avrebbe messo in difficoltà la società gestrice e aperto la strada al fallimento. “Se si fosse chiusa allora la partita – sostiene il PD – oggi il Comune non sarebbe costretto a sborsare 300 mila euro e la piscina avrebbe avuto un destino diverso”. Contestate anche le modalità con cui la delibera è arrivata in Consiglio, definite opache e poco lineari, al punto da spingere il consigliere Giorgio Zanellato e tutta la minoranza ad abbandonare l’aula al momento del voto.

Ma l’attacco politico non si ferma qui. L’altro fronte riguarda la crisi occupazionale alle Cartiere del Polesine, dove è stata avviata la procedura di licenziamento per 22 lavoratori su circa 170 dipendenti. Secondo il PD, non esiste alcun accordo con i lavoratori né con le organizzazioni sindacali, e il sindaco sarebbe stato a conoscenza della situazione senza però informare la città.

“È grave – affermano i dem – che l’amministrazione abbia dato voce solo alla proprietà, senza esprimere una parola di solidarietà per chi perderà il posto di lavoro”. Particolarmente criticata anche la tempistica della decisione aziendale, a ridosso delle festività natalizie, in un territorio già segnato da crisi industriali recenti.

Per il Partito Democratico, le due vicende compongono un quadro unitario: una città che affronta passaggi delicatissimi sul piano sociale ed economico senza una guida politica capace di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. “Non bastano dichiarazioni di facciata – conclude il PD – servono trasparenza, scelte coraggiose e vicinanza concreta a lavoratori e cittadini”.

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