I dem chiedono una seduta congiunta dei Consigli comunali di Adria e Loreo e accusano: “Decisione drastica, tempi sbagliati e silenzi istituzionali”

ADRIA – Il Partito Democratico di Adria interviene con durezza sulla vicenda dei 22 licenziamenti alle Cartiere del Polesine, chiedendo che i lavoratori «non siano lasciati soli» e contestando nel merito e nei modi la decisione dell’azienda.

Per i dem, le difficoltà congiunturali e gestionali «non possono essere scaricate unicamente sui dipendenti e sulle loro famiglie», tanto più in una fase definita “drammatica per il tessuto economico del Basso Polesine”. A risultare particolarmente indigesta è anche la tempistica dell’annuncio, arrivata «in un periodo semi-feriale, a ridosso delle festività natalizie».

Il Pd ricorda come la famiglia Scantamburlo, proprietaria delle Cartiere, sia sempre stata considerata un esempio di imprenditoria “galantuoma”, con solide radici nel territorio e un rapporto costante con le amministrazioni locali. «Proprio per questo – si legge nella nota – risulta incomprensibile una decisione così drastica».

A rendere ancora più amara la situazione è il fatto che, solo pochi anni fa, l’azienda abbia ricevuto circa 15 milioni di euro in finanziamenti da istituti bancari del territorio (Intesa Sanpaolo e Banca Adria-Colli Euganei) per sostenere la transizione energetica ed ecologica degli impianti.

La cartiera, seconda in Italia per dimensioni e fatturato, rappresenta uno dei simboli concreti dell’economia circolare, trasformando carta da macero in imballaggi sostenibili. Per questo il Pd reputa «difficile accettare l’ineludibilità della crisi» e chiede alla proprietà di «essere all’altezza della tradizione imprenditoriale da cui proviene», ricordando che la responsabilità sociale impone scelte che non gravino solo sulla parte più debole.

Il Pd di Adria richiama anche la recente crisi dei Cantieri Navali Vittoria, denunciando una stagione di “parole mancate” da parte di chi ricopre responsabilità politiche importanti. «Non servono passerelle – scrivono i dem – ma concretezza. Il Basso Polesine vive un’economia di guerra».

Parole severe anche nei confronti del sindaco di Adria Massimo Barbujani, accusato di aver ammesso di essere a conoscenza della situazione senza averla resa pubblica.

Per questo il Pd chiede a Barbujani di farsi promotore, insieme al sindaco di Loreo, di una seduta congiunta dei Consigli comunali di Adria e Loreo, da convocare prima di Natale, aperta ai rappresentanti dei lavoratori. Alla riunione dovrebbero essere invitati anche i rappresentanti istituzionali nazionali, regionali e provinciali, oltre ai sindaci del Delta.

«È il momento della responsabilità» conclude la nota del Pd, «non delle promesse vane».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie