ROVIGo – Portare all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio provinciale un punto dedicato allo stato dell’iter del progetto Ecopol è stato un passaggio positivo e atteso (LEGGI ARTICOLO). Così come è apprezzabile la richiesta rivolta all’azienda di ripetere la presentazione pubblica del progetto in un orario più compatibile con la partecipazione dei cittadini, prevedendo anche la presenza di un delegato della Provincia incaricato di verbalizzare l’incontro e trasmetterne i contenuti al Comitato VIA provinciale.
A sottolinearlo è Vanni Destro, portavoce della Rete dei Comitati polesani a difesa della salute e dell’ambiente, che evidenzia come questi elementi abbiano trovato un primo riscontro anche tra i cittadini presenti in aula.

La partecipazione, seppur limitata dai vincoli di capienza – 35 persone alla volta per ragioni di sicurezza – è stata significativa: cittadini che si sono alternati dentro e fuori dal Consiglio provinciale, mostrando cartelli di protesta contro l’impianto e chiedendo maggiore attenzione istituzionale. «Su questi punti – osserva Destro – una parte dei presenti si è detta abbastanza soddisfatta». Un ringraziamento viene rivolto al presidente provinciale uscente Enrico Ferrarese per aver garantito questo spazio di confronto.

Tuttavia, al di là del rispetto delle procedure tecniche, resta una sensazione di incompiutezza politica. «Esistono luoghi, norme, passaggi tecnici e iter obbligatori per la valutazione dei progetti – prosegue Destro – ma ogni volta che questi temi incrociano la politica, rimane un retrogusto insoddisfacente».
Secondo la Rete dei Comitati, presidenti, sindaci e figure istituzionali oscillano «tra un atteggiamento da Don Abbondio e una sorta di ignoranza salvifica», rifugiandosi sistematicamente dietro i pareri dei tecnici. «Eppure – sottolinea – il ruolo della politica dovrebbe essere quello di indicare una linea, prima ancora che tecnica, chiaramente politica».
Da qui una provocazione amara ma diretta: «Se la politica rinuncia a questo ruolo – conclude Destro – allora tanto vale che alle elezioni si presentino direttamente i tecnici. I politici, a questo punto, sembrano diventati superflui».
Un giudizio netto, che rilancia il tema della responsabilità politica nelle scelte che incidono su salute, ambiente e futuro del territorio polesano.

















