ROVIGO – Le malattie del cervello rappresentano oggi una delle più grandi sfide sanitarie e sociali del nostro tempo. In Italia, oltre la metà della popolazione convive con una patologia neurologica o mentale; a livello globale, queste malattie sono la principale causa di disabilità e la seconda causa di mortalità. Numeri destinati a crescere con l’invecchiamento della popolazione, rendendo sempre più urgente un cambio di paradigma che metta al centro la Salute del Cervello lungo tutto l’arco della vita.

È in questo contesto che si inserisce l’impegno costante di Alice Rovigo Odv – Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, da anni attiva nella prevenzione, nell’informazione e nel sostegno alle persone colpite da ictus e alle loro famiglie. Un impegno che non si limita all’azione locale, ma che guarda con attenzione anche al confronto scientifico e istituzionale nazionale, come dimostra la partecipazione al Congresso della Società Italiana di Neurologia (Sin) nell’ottobre 2025.
La presenza di Alice Rovigo a questo importante appuntamento scientifico testimonia la volontà dell’associazione di rimanere aggiornata sulle più recenti evidenze in ambito neurologico e di contribuire attivamente alla diffusione di una cultura della prevenzione e della tutela del cervello. Un’attenzione pienamente coerente con la Strategia Italiana per la Salute del Cervello 2024-2031, lanciata dalla Sin e delineata nel Manifesto “One Brain, One Health”.

All’interno di questa visione, la Sin riconosce il ruolo centrale delle associazioni nel rappresentare i bisogni delle persone con malattie neurologiche e delle loro famiglie e nel contribuire, attraverso un dialogo costante e costruttivo, al miglioramento della qualità dell’assistenza, della ricerca e dell’informazione. La collaborazione con le associazioni costituisce infatti un elemento qualificante dell’impegno scientifico e professionale della comunità neurologica italiana.
Come sottolineato dalla stessa Sin, dietro ogni patologia neurologica ci sono persone, famiglie, storie di vita e percorsi spesso complessi. L’impegno delle associazioni nel sostenere chi vive la malattia, nel creare reti di aiuto e nel dare voce ai bisogni reali dei pazienti rappresenta una guida fondamentale anche per il lavoro clinico e scientifico dei neurologi. Un principio ribadito nel recente incontro di Padova, che ha confermato come solo attraverso un percorso comune, fondato sull’ascolto reciproco e sulla collaborazione, sia possibile migliorare davvero la qualità della cura e della vita delle persone con malattie neurologiche e delle loro famiglie.
Un approccio che Alice Rovigo traduce quotidianamente in azioni concrete sul territorio. Ne è un esempio il progetto “Ritmo, melodia e arte in corsia”, realizzato presso il reparto di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Ospedale di Trecenta, che integra musica, arte e teatro nei percorsi riabilitativi delle persone con disabilità neurologica. Il progetto, inserito all’interno del Progetto Riabilitativo Individuale, valorizza i linguaggi espressivi come strumenti terapeutici capaci di favorire il recupero funzionale, il benessere emotivo e la qualità della vita, contrastando isolamento e solitudine, soprattutto nei momenti più fragili del percorso di cura. Il progetto viene presentato sabato 17 gennaio alle ore 16.00 presso l’Auditorium dell’Ospedale San Luca di Trecenta.
Un ruolo determinante per la realizzazione di questa iniziativa è stato svolto dal fondamentale sostegno della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, sensibile alle tematiche che coinvolgono il territorio e la popolazione più fragile, e dell’azienda Sicch Tech di Rovigo. Il loro contributo ha rappresentato una condizione essenziale per trasformare l’idea in un progetto concreto: senza questo supporto, “Ritmo, melodia e arte in corsia” non avrebbe potuto vedere la luce. Un esempio virtuoso di collaborazione tra associazionismo, sistema sanitario e realtà economiche del territorio, capace di generare valore sociale e innovazione nei percorsi di cura.
L’attenzione all’afasia, agli esiti dell’ictus e al valore della riabilitazione multidisciplinare – dalla logopedia alla musicoterapia, dalla fisioterapia alla teatro-terapia – riflette pienamente la visione “One Brain”, che supera la distinzione rigida tra malattie neurologiche e mentali e riconosce l’unità del cervello e della persona.
La partecipazione al Congresso Sin del 2025 e il dialogo costante con la comunità scientifica nazionale rafforzano così il ruolo di Alice Rovigo come ponte tra scienza, sanità e comunità, in linea con il percorso condiviso che sta conducendo verso gli Stati Generali delle Associazioni Neurologiche: un momento di confronto strutturato, di Sintesi delle istanze e di definizione di obiettivi comuni e responsabilità collettive.
In un Paese in cui l’ictus è la prima causa di disabilità nell’adulto e in cui milioni di persone convivono con patologie neurologiche croniche, esperienze come quella di Alice Rovigo dimostrano che la salute del cervello non è solo una questione clinica, ma un investimento culturale, sociale e umano. Un impegno che nasce dall’ascolto delle persone, si rafforza nella collaborazione e si traduce in azioni concrete capaci di migliorare la vita delle comunità.


















