FLC CGIL Rovigo: fragilità sociali, carenze di organico e classi sovraffollate alimentano l’abbandono. Servono investimenti strutturali nella scuola pubblica
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ROVIGO – La dispersione scolastica resta una criticità strutturale anche in provincia di Rovigo e continua a colpire in modo significativo il Polesine, dove il fenomeno supera il 10% della popolazione scolastica. A lanciare l’allarme è la FLC CGIL Scuola Rovigo, che richiama l’attenzione su un problema che non riguarda solo l’abbandono formale degli studi, ma anche la cosiddetta dispersione “implicita”: studenti presenti in aula ma privi di apprendimenti solidi e realmente inclusi nei percorsi educativi.

Secondo il sindacato, si tratta prima di tutto di una questione di diritti, di giustizia sociale e di qualità del sistema pubblico di istruzione. Un tema che in un territorio fragile come il Polesine assume contorni ancora più critici, a causa di spopolamento, invecchiamento demografico, presenza di aree rurali e periferiche poco servite e di un’offerta educativa spesso disomogenea.

Pur registrando dati inferiori rispetto ad altre aree del Veneto, anche nel Rodigino il mercato del lavoro locale può favorire l’ingresso precoce dei giovani in occupazioni poco qualificate e instabili, interrompendo o indebolendo i percorsi di istruzione. A essere maggiormente esposti al rischio dispersione sono gli studenti provenienti da famiglie con basso reddito o ridotto capitale culturale, quelli con background migratorio, chi vive in zone periferiche e rurali e gli alunni indirizzati troppo presto verso percorsi professionalizzanti spesso svalutati.

«Queste dinamiche – sottolinea la segretaria generale della FLC CGIL Scuola Rovigo, Piera D’Aloia – contribuiscono a riprodurre e consolidare le disuguaglianze sociali e territoriali». A pesare, secondo il sindacato, sono anche precise criticità strutturali del sistema scolastico provinciale: classi numerose e pluriclassi, carenza di organici stabili, mancanza di figure di supporto educativo, riduzione del tempo scuola e delle attività laboratoriali, oltre a carichi di lavoro sempre più gravosi per il personale.

Per la FLC CGIL Rovigo la dispersione scolastica non può essere attribuita a singole responsabilità, ma va affrontata come un problema sistemico. «Servono politiche pubbliche strutturali – ribadisce il sindacato – superando logiche emergenziali e interventi frammentati».

Tra le proposte avanzate: aumento stabile degli organici, riduzione del numero di alunni per classe, rafforzamento del tempo scuola, presenza strutturale di figure educative e psicopedagogiche, orientamento inteso come diritto universale e investimenti mirati nelle scuole delle aree più fragili.

Contrastare la dispersione scolastica, conclude la CGIL, significa garantire davvero il diritto allo studio, ridurre le disuguaglianze e rafforzare la scuola pubblica come presidio sociale e democratico. In Polesine, è una sfida decisiva anche per rendere il territorio più attrattivo e non continuare a perderne il futuro, pezzo dopo pezzo.

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