Il capogruppo di Noi per Rovigo critica la distribuzione delle competenze in Giunta: “Un assessorato depotenziato rispetto agli altri”

ROVIGO – È una critica diretta e senza giri di parole quella che Antonio Rossini, capogruppo di Noi per Rovigo, rivolge all’assessore Campanile e, più in generale, alle scelte compiute dalla Giunta comunale della sindaca Valeria Cittadin nella distribuzione delle deleghe.

Secondo Rossini, le contestazioni emerse in questi giorni non riguardano in alcun modo il valore delle associazioni, della Protezione civile o del mondo del volontariato, realtà che definisce fondamentali e che afferma di aver sempre sostenuto. Il nodo della questione, chiarisce, è esclusivamente politico: il peso delle deleghe assegnate all’assessore Campanile sarebbe nettamente inferiore rispetto a quello degli altri componenti della Giunta.

Un dato che, a suo dire, sarebbe facilmente verificabile confrontando il referato affidato a Campanile non solo con quelli degli assessori attualmente in carica, ma anche con le deleghe attribuite nelle precedenti amministrazioni del Comune di Rovigo. Da questo confronto emergerebbe un assessorato “alleggerito”, con un carico di competenze ridotto di almeno il 50 per cento rispetto agli altri.

Rossini accusa inoltre l’assessore di tentare di spostare il dibattito su un piano diverso, evocando il ruolo del volontariato e delle associazioni, per evitare di affrontare il punto centrale della polemica. A nove mesi dall’avvio dell’amministrazione, sostiene il capogruppo di Noi per Rovigo, sarebbe stato nominato un assessore privo di una parte sostanziale delle competenze che rendono un incarico pienamente equiparabile a quello dei colleghi.

Una valutazione che, secondo Rossini, non sarebbe isolata ma ampiamente condivisa negli ambienti politici rodigini, anche al di là degli schieramenti. A rafforzare la critica, il capogruppo ricorda inoltre una posizione espressa dallo stesso Campanile quando sedeva in Consiglio comunale: in passato, l’attuale assessore avrebbe dichiarato di non voler accettare incarichi di Giunta senza la delega alla Polizia municipale, ritenendo la sicurezza l’ambito in cui si sentiva maggiormente competente.

Una posizione che, secondo Rossini, risulterebbe oggi smentita dai fatti, avendo Campanile accettato un assessorato privo proprio di quella delega. “Ai cittadini – conclude – ogni congrua valutazione”, lasciando intendere che la questione non sia solo interna alla politica, ma riguardi anche il rapporto di trasparenza e coerenza con la comunità rodigina.

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