Il sindacato interviene sull’ipotesi di esternalizzazione dopo l’affidamento da oltre 114mila euro per il ripensamento strategico del polo museale: “Valorizzare chi ha garantito continuità e qualità del servizio”

ROVIGO – Sul futuro del Museo dei Grandi Fiumi e sulle ipotesi di una possibile esternalizzazione della gestione, interviene la Uil-Fpl di Rovigo, che chiede all’amministrazione comunale “riflessione, chiarimenti e garanzie” a tutela del personale interno.

Il sindacato, con una nota firmata dal segretario generale Cristiano Maria Pavarin, sottolinea come la questione non possa essere affrontata senza un confronto preventivo e senza certezze sul destino dei dipendenti comunali coinvolti nei servizi culturali.

La determina e l’incarico esterno

Al centro della richiesta di chiarimenti c’è la determina dirigenziale n. 4802 del 29 dicembre 2025, che prevede l’affidamento diretto del servizio di progettazione e del “ripensamento strategico” dell’offerta museale del Museo dei Grandi Fiumi e del complesso dell’ex Monastero Olivetano (LEGGI ARTICOLO).

Un incarico del valore complessivo di oltre 114mila euro, che secondo la Uil-Fpl impone trasparenza e garanzie, soprattutto rispetto alle ricadute organizzative e occupazionali.

“Serve un progetto di rilancio, ma con i lavoratori al centro”

La Uil-Fpl ribadisce di condividere l’esigenza di rilanciare e valorizzare uno dei principali poli culturali della città, ma chiede che questo percorso avvenga mettendo al centro le professionalità interne del Comune.

“Il futuro della gestione della cultura rodigina va progettato valorizzando i dipendenti che in questi anni, con professionalità e dedizione, hanno garantito la continuità del servizio e la qualità dell’offerta culturale”, afferma Pavarin.

Le richieste all’amministrazione

Il sindacato ha formalmente chiesto al Comune di chiarire:

  • quali garanzie occupazionali siano previste per i dipendenti coinvolti;
  • se siano già stati valutati eventuali impatti organizzativi;
  • se sia esclusa qualsiasi forma di esternalizzazione di funzioni oggi svolte dal personale comunale;
  • l’apertura di un tavolo di confronto sindacale preventivo.

“Le competenze interne sono un patrimonio”

Secondo la Uil-Fpl, l’esperienza maturata dai lavoratori comunali rappresenta un patrimonio costruito nel tempo, fatto di conoscenza del territorio e relazioni istituzionali che non può essere sostituito da consulenze esterne.

“Non siamo contrari ai progetti di rilancio – conclude Pavarin – ma chiediamo trasparenza, coinvolgimento e rispetto delle professionalità interne. Il futuro del Museo deve andare di pari passo con la tutela dei lavoratori pubblici”.

La Uil-Fpl Rovigo resta ora in attesa di un riscontro formale da parte dell’amministrazione e si dichiara disponibile a un incontro istituzionale sul tema.

One Comment
  1. visto che i sindacati hanno la panacea di rtuti i mali,perchè non lo gestiscono in proprio loro???se è cosi semplice..facile…avanti!!

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