ROVIGO – La riapertura del Museo dei Grandi Fiumi, dopo due mesi di chiusura causati dai problemi all’impianto di riscaldamento (LEGGI ARTICOLO), riaccende anche il dibattito politico sul futuro di uno dei principali poli culturali della città. A intervenire è il consigliere comunale Federico Frigato, capogruppo della lista civica Rovigo Si Ama, che in una nota esprime forte preoccupazione per quella che definisce una possibile “strada verso l’esternalizzazione” della gestione museale.
Secondo Frigato, gli annunci sui finanziamenti regionali sarebbero stati ridimensionati dai numeri: il contributo, spiega, non supererebbe i 25 mila euro, una cifra ritenuta insufficiente per affrontare le criticità strutturali di un complesso che necessita di interventi più ampi. “Si continua a intervenire con risorse limitate su impianti vetusti – sottolinea – senza che emerga un piano complessivo di investimento”.
A preoccupare ulteriormente il consigliere è il quadro gestionale riconosciuto dalla stessa amministrazione: la Giunta avrebbe formalmente ammesso che il museo vive da anni una fase di “stasi”, con appena 4.700 visitatori annui, segno, secondo Frigato, di criticità strategiche e organizzative.

Il punto centrale della denuncia riguarda però un incarico affidato direttamente, del valore di 94.000 euro oltre IVA, a una società con sede a Bari, per la “progettazione e il ripensamento strategico” del museo e dell’intero complesso dell’ex Monastero Olivetano. L’incarico prevede analisi, verifiche, definizione di un nuovo assetto di governance e, nella fase finale, la redazione di un capitolato tecnico.
“Un capitolato tecnico – osserva Frigato – è un atto tipico di una procedura di gara, non un semplice studio esplorativo. Tradotto: la Giunta sta preparando il terreno per una futura esternalizzazione”.
Il capogruppo civico chiede chiarezza sulle possibili conseguenze: quali scelte verranno fatte sulla gestione? Quale impatto potrebbe esserci sul personale? E soprattutto quale visione culturale guiderà Rovigo nei prossimi anni?
Per Frigato, il Museo dei Grandi Fiumi dovrebbe essere “il nodo centrale di un progetto complessivo di rilancio culturale e turistico”, capace di rafforzare l’identità della città e del territorio polesano. Al contrario, accusa, l’amministrazione sarebbe priva di una strategia: “Da due anni si muovono alla cieca, senza pianificazione”.
Infine, l’affondo politico: “Consegnare a un soggetto esterno il management del museo significa abdicare al ruolo di guida politica e amministrativa. Bastano gli aperitivi per salvare il centro storico? A cosa puntano davvero?”.
Un intervento che riapre la discussione sul futuro del museo e sul ruolo che la cultura può avere nello sviluppo della Rovigo dei prossimi anni.
















