Il partito con Guglielmo Brusco attacca l’eredità del direttore generale uscente: “Dati su interventi, ricoveri e personale mostrano una sanità ancora in sofferenza”

ROVIGO – Dopo il bilancio tracciato dal direttore generale uscente dell’Ulss 5 Polesana, Pietro Nicola Girardi (LEGGI ARTICOLO), arriva una lettura decisamente diversa da parte di Rifondazione Comunista, da sempre critica verso l’aziendalizzazione della sanità pubblica in Veneto e in Italia.

Il partito attraverso il proprio referente alla Sanità Guglielmo Brusco mette in discussione i risultati rivendicati dalla direzione generale, richiamando alcuni dati ufficiali che, secondo Rifondazione, descriverebbero un sistema sanitario polesano ancora fragile e segnato da un crescente peso della sanità privata.

Tra i primi elementi citati, la speranza di vita: “In Polesine nel 2024 siamo ultimi in Veneto con 83,2 anni”, sottolinea la nota, evidenziando come questo indicatore rappresenti una fotografia preoccupante dello stato di salute complessivo del territorio.

Sul fronte dell’attività chirurgica, Rifondazione contesta l’idea di un “record” per l’ospedale di Trecenta, ricordando che nel 2025 gli interventi sarebbero stati poco più di mille e in calo rispetto all’anno precedente, numeri considerati molto inferiori rispetto a quelli delle strutture private di Santa Maria Maddalena e Porto Viro, che supererebbero complessivamente i 2.500 interventi.

Anche sui ricoveri, il comunicato insiste sullo squilibrio tra pubblico e privato: mentre a Trecenta i ricoveri diminuirebbero, crescerebbero invece quelli nelle due case di cura private, che insieme arriverebbero a circa 8.000 ricoveri, contro i poco più di 2.000 dell’ospedale di Trecenta e i circa 4.000 di Adria.

Critiche arrivano anche sulle prestazioni specialistiche e ambulatoriali, che secondo i dati richiamati dal partito sarebbero diminuite sensibilmente tra 2024 e 2025, passando da oltre un milione a circa 877 mila.

Rifondazione guarda inoltre agli ospedali di comunità e alle unità riabilitative territoriali: pur riconoscendo un lieve aumento recente, il partito evidenzia che rispetto al 2021 ci sarebbe stato un calo del 21% nei ricoveri.

Preoccupazione viene espressa anche per l’assistenza domiciliare integrata (ADI), che nel confronto con il 2024 registrerebbe 344 pazienti in meno.

Infine, un capitolo centrale riguarda il personale: se la direzione parla di 3.421 operatori, Rifondazione sottolinea come il numero risulterebbe comunque inferiore sia al fabbisogno previsto nel piano 2026 (3.640), sia alla dotazione organica teorica (3.852).

Brusco chiude con un auspicio politico: “Augurando alla sanità pubblica polesana un futuro diverso da quello negativo avuto in epoca leghista”, Rifondazione Comunista saluta l’uscita di Girardi chiedendo un cambio di rotta e un rafforzamento deciso del sistema pubblico.

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