Cgil pronta alla protesta nelle Case di Cura di Porto Viro e Rovigo

Sanità privata in provincia di Rovigo, il sindacato denuncia l'assenza di risposte alle problematiche poste sul tavolo della contrattazione aziendale

ROVIGO – “Durante questi giorni, nelle assemblee che, come Cgil Rovigo, stiamo facendo in tutti i posti di lavoro per la manifestazione a Roma del 07 ottobre, abbiamo incontrato i lavoratori delle due Case di Cura private di Rovigo e Porto Viro” dichiara il segretario generale FP CGIL Rovigo Davide Benazzo.

“I temi della piattaforma nazionale hanno sicuramente trovato presa tra i lavoratori, ma ancor di più i riflessi di questi temi sulla situazione aziendale.
Non solo perché lavorano in un settore penalizzato dai mancati rinnovi contrattuali del passato con una grande perdita del potere di acquisto dei salari e che, anche nell’ultimo rinnovo, ha visto una posizione della parte datoriale chiusa oltre misura nel riconoscere, anche economicamente, il valore del lavoro; non solo perché, come tanti altre situazioni del mondo del lavoro, si trovano da anni ancora senza rinnovo contrattuale con scarse previsioni per il futuro; ma anche perché, malgrado i molteplici incontri con la proprietà, non ci sono risposte alle legittime richieste che da mesi poniamo al tavolo.

L’abbiamo chiaramente rappresentato che, se il turnover di personale ha raggiunto livelli anche di pochi mesi e una semplice malattia può mettere in difficoltà la stessa erogazione del servizio, bisogna cominciare un percorso di fideizzazione partendo sicuramente dalla contrattazione collettiva nazionale, ma da subito anche nel confronto aziendale che, oltre a mettere al centro la valorizzazione economica, agisca anche sul benessere aziendale e sulla crescita professionale nelle singole strutture e questa ultima parte la possiamo fare già da ora come da tempo chiediamo.

Da tempo chiediamo modifiche ai modelli organizzativi, anche attraverso la formazione, ed orari che pongano le basi per far fronte ad un sempre maggiore aumento dei carichi di lavoro ed un reale e concreto investimento sul lavoro e le professionalità attraverso il riconoscimento economico con il ripristino dell’incentivo alla produttività che la proprietà si rifiuta di trattare.
L’assenza di risposte ed un “brodo” ormai troppo annacquato, ci porta alla decisione di avviare un percorso, da condividere anche con le altre sigle sindacali presenti nelle strutture, con la dichiarazione dello stato di agitazione dei lavoratori e le conseguenti iniziative di lotta” conclude Benazzo per il sindacato.

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