Lo spettacolo scritto con Makkox, andato in scena il 4 marzo a Badia Polesine per la rassegna Musikè, ha alternato comicità e sguardo critico sul presente 

BADIA POLESINE (Rovigo) – Una serata di risate, ma anche di pensiero. Mercoledì 4 marzo 2026 il Teatro Balzan di Badia Polesine ha accolto “Lapocalisse”, lo spettacolo portato in scena da Valerio Aprea e scritto insieme a Marco Dambrosio, in arte Makkox, nell’ambito di Musikè, la rassegna di musica, teatro e danza promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Il pubblico ha seguito con attenzione l’assolo dell’attore romano, premiandolo con applausi a scena aperta e un’ovazione finale, segno di un coinvolgimento che è andato ben oltre la semplice dimensione della comicità.


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A metà strada tra recital teatrale e stand-up comedy, “Lapocalisse” ha guidato gli spettatori in una circumnavigazione ironica attorno al concetto di cambiamento. Dalla scienza agli algoritmi, dalle abitudini quotidiane alla politica, lo spettacolo ha attraversato le contraddizioni del presente con uno sguardo affilato e paradossale. Il punto di partenza è una domanda tanto provocatoria quanto attuale: l’apocalisse è davvero inevitabile o esiste ancora un margine di salvezza?

Sul palco, Aprea ha dato voce ai monologhi scritti per lui da Marco Dambrosio, in arte Makkox, autore e disegnatore noto anche per il programma televisivo Propaganda Live. Alcuni testi sono nati proprio nell’esperienza televisiva e sono stati qui inseriti in una costruzione più ampia, pensata per il dialogo diretto con il pubblico.

Il risultato è stato un monologo ironico e tagliente, in cui la precisione della scrittura incontra il ritmo della comicità dal vivo. Comicità e assurdo diventano così strumenti per raccontare la fragilità del presente e per interrogarsi, con lucidità ma senza rinunciare alla speranza, su un futuro ancora possibile.

Alla base dello spettacolo c’è una collaborazione consolidata tra i due autori, maturata in quattro anni di lavoro comune. Aprea ha più volte raccontato di considerare Makkox una sorta di “lettore automatico” della realtà, capace di coglierne immediatamente il lato comico, poetico o allegorico. Un talento che l’attore ha descritto con ironia: «È come lavorare con un Avenger».

Proprio da questo sodalizio nasce la struttura di “Lapocalisse”, in cui Aprea si muove tra interpretazione e costruzione dei testi, in un equilibrio che lui stesso paragona a quello tra “ingegnere” e “collaudatore”.

Tra una risata e l’altra, lo spettacolo ha lasciato al pubblico una domanda tutt’altro che leggera: siamo ancora in tempo a correggere la rotta?

La risposta, almeno per una sera, è passata anche dal teatro e dalla sua capacità di trasformare la satira in uno strumento di riflessione condivisa.

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