Lo spettacolo è stato portato in prima regionale da Musikè la rassegna di musica, teatro, danza promossa e organizzata dalla Fondazione Cariparo

BADIA POLESINE (Rovigo) – “Viva l’Italia Antifascista”. Una scritta bianca su sfondo nero ha accompagnato gli applausi scroscianti del pubblico a conclusione dello spettacolo Palma Bucarelli e l’altra Resistenza portato in scena dall’attrice, autrice e attivista Cinzia Spanò

Lo spettacolo è stato portato in prima regionale, al Teatro Balzan di Badia Polesine (RO), da Musikè la rassegna di musica, teatro, danza promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Cinzia Spanò ha portato sul palco la testimonianza di una Resistenza altra, diversa e complementare rispetto a quella combattuta con le armi. Quella di Palma Bucarelli, storica direttrice della Galleria d’Arte Moderna di Roma, che nascose le opere d’arte nei sotterranei di Palazzo Farnese a Caprarola, in provincia di Viterbo.

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Se l’Italia e il mondo intero possono ancora godere dei capolavori d’arte, lo si deve al coraggio della Bucarelli e di altri sopraintendenti e direttori di musei e gallerie: Pasquale Rotondi, Emilio Lavagnino, Fernanda Wittgens, evocati in scena dall’attrice, in un racconto corale di uomini e donne che rischiando in prima persona, in nome dell’Arte, si opposero alla violenza distruttiva dei bombardamenti, agli ordini del regime fascista e alle razzie dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

«Mi piaceva l’idea di recuperare e narrare figure spesso trascurate, perché vedo in esse non solo racconti con un valore universale, ma anche un’opportunità per sostenere il mio impegno personale e politico nel valorizzare le donne del passato – ha dichiarato l’attrice in una recente intervista a Laregione, quotidiano della Svizzera Italiana. – Trovo che attraverso queste storie possiamo trovare strumenti e spunti per contrastare stereotipi e disuguaglianze, unendo così passato e presente in un dialogo significativo». 

Cinzia Spanò ricostruisce questa impresa attraverso il racconto della vita privata, ma al contempo pubblica e politica, di Palma Bucarelli, portandola sul palco con pochi oggetti di scena e attraverso l’uso di video proiezioni. Una drammaturgia ricca di testimonianze dell’epoca, in cui centrali risultano i diari e la corrispondenza di Palma con Paolo Monelli, giornalista del Corriere della Sera. 

Ne emerge la biografia di una donna, colta, elegante e con un grande intuito per l’arte, che apre uno scorcio anche sull’occupazione di Roma, sulla persecuzione degli ebrei e sull’eccidio delle Fosse Ardeatine.

Una figura storica, ma contemporaneamente simbolica, che ha conquistato il folto pubblico presente in teatro a Badia. 

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