ROVIGO – È Alberto Di Rubba (LEGGI ARTICOLO), candidato del centrodestra e della Lega, il nuovo deputato eletto nel collegio uninominale di Rovigo e della Bassa Padovana che andrà a sostituire Alberto Stefani, divenuto incompatibile con la carica di presidente della Regione Veneto, in parlamento.
Secondo i dati definitivi nelle sezioni elettorali, Di Rubba si afferma con 87.269 voti pari ad un consenso del 57,43%, staccando nettamente lo sfidante Giacomo Bovolenta (LEGGI ARTICOLO), candidato sostenuto da Italia Viva e dall’intera coalizione di centrosinistra, che si attesta al 34,91% con 53.045 voti. Il terzo candidato, Giuseppe Padoan conquista 11.654 preferenze pari al 7,67% di consenso.
Un risultato che conferma la solidità del centrodestra nel territorio e che chiude una campagna elettorale particolarmente intensa e segnata da un forte confronto politico, anche sul tema del radicamento territoriale dei candidati.
Di Rubba, indicato dalla Lega e sostenuto dalla coalizione di governo, conquista così il seggio alla Camera, riportando il collegio nell’orbita del centrodestra con un margine ampio.
I commenti dalla Lega
A commentare a caldo è il segretario provinciale della Lega, Guglielmo Ferrarese, che parla di risultati “entusiasmanti”: «Sta andando bene, Di Rubba è in vantaggio e soprattutto nei comuni medi ha un grande distacco. Sicuramente verrà eletto nel nostro collegio».
Ferrarese sottolinea anche l’andamento omogeneo tra Polesine e Bassa Padovana: «Le cose stanno andando molto bene ovunque. Ringrazio tutto lo staff della Lega, i militanti, gli amministratori e i sostenitori che hanno collaborato per questo risultato».
Un passaggio anche sul referendum, dove però il risultato nazionale non ha soddisfatto il partito:
«Dispiace per il livello nazionale, non abbiamo raggiunto l’obiettivo. È un rammarico, ma siamo comunque soddisfatti di queste elezioni».
E guardando alla campagna elettorale, il segretario non nasconde che si poteva fare anche di più:
«Con la presenza di Salvini, Zaia, Stefani e Fedriga alla chiusura avremmo potuto ottenere un risultato ancora migliore».

Sulla stessa linea il commento del consigliere regionale della Lega Cristiano Corazzari, che definisce l’esito “straordinario”: «È un risultato che segna la fiducia del territorio nel centrodestra e nel candidato della Lega. Ringrazio il movimento e tutti coloro che hanno lavorato per questo successo, in continuità con i risultati già ottenuti».
Dall’altra parte, Bovolenta raccoglie comunque un consenso significativo, consolidando l’area del centrosinistra unito, ma senza riuscire a colmare il divario.
Centrosinistra, tra rammarico e rilancio: “Bovolenta al 35%, base per ripartire”
Se da una parte la vittoria del centrodestra nel collegio di Rovigo e della Bassa Padovana appare ormai definita, dall’altra il centrosinistra rivendica un risultato che viene letto come punto di ripartenza.
A commentare a caldo è il commissario provinciale del Partito Democratico Matteo Favero, che riconosce l’esito ma guarda oltre: «Avremmo sperato che Giacomo vincesse queste elezioni, ma c’è vita. In pochissimo tempo abbiamo mobilitato tutte le energie disponibili».

Favero sottolinea anche il dato politico complessivo, collegandolo al risultato del referendum (LEGGI ARTICOLO): «La vittoria del “No” dimostra che tanti polesani hanno bocciato la riforma costituzionale del Governo. Da qui possiamo aprire una strada nuova, guardando sia alle prossime elezioni nazionali che alle amministrative».
Un’analisi che tiene insieme il risultato elettorale e il quadro più ampio, in cui il centrosinistra intravede margini di crescita.

Sulla stessa linea il candidato Giacomo Bovolenta, che, pur senza dati definitivi, valuta positivamente il risultato: «Se il dato sarà superiore al 35%, sarà migliore rispetto ai risultati storici del centrosinistra in questo collegio. È un segnale importante».
Bovolenta evidenzia anche i risultati locali, dove in diversi comuni il centrosinistra ha mostrato segnali di competitività: «In alcune realtà abbiamo ottenuto percentuali rilevanti, penso ad Adria, Rovigo città e Porto Tolle. Dove c’è una squadra e un programma credibile, i risultati arrivano».
Un passaggio anche sul peso del referendum, che secondo il candidato ha inciso sul voto: «Siamo in linea con un dato nazionale che ha sicuramente contribuito. Senza il referendum forse il risultato sarebbe stato diverso».
Nessuna intenzione di fermarsi, anzi.
«Questo è solo un primo passaggio. Il nostro percorso continua in vista delle politiche del 2027».
E alla domanda più semplice: cosa succede da domani? Bovolenta non lascia spazio a dubbi:
«Il mio impegno politico continua. Più di prima e più forte di prima».

L’esito delle suppletive arriva in un contesto politico già acceso dal referendum sulla giustizia , contribuendo a delineare gli equilibri politici locali e offrendo indicazioni anche sul clima elettorale nel territorio polesano e della Bassa Padovana. In Veneto infatti il fronte del Sì al refrendum ha superato il 60%.














