L’ex assessore provinciale: “Solo 7 su 50 ricordano esplicitamente la Liberazione. È un segnale preoccupante”

ROVIGO – Una lettera aperta al Prefetto per richiamare l’attenzione sul significato del 25 Aprile. A firmarla è Guglielmo Brusco, ex assessore provinciale alla sanità, attivista del comitato a difesa dell’ospedale di Trecenta e responsabile sanità e sociale di Rifondazione Comunista.

Nel documento, Brusco evidenzia come, a suo avviso, in gran parte dei Comuni polesani manchi un riferimento esplicito alla Liberazione dal nazifascismo nelle comunicazioni ufficiali legate alle celebrazioni.

“Su 50 Comuni della provincia – scrive – solo 7 hanno inserito nei manifesti o nei messaggi istituzionali un richiamo chiaro alla Liberazione dal nazifascismo”. Tra questi, segnala in particolare i Comuni di Fratta Polesine e Trecenta.

Secondo quanto riportato nella lettera, in altri casi non sarebbero stati pubblicati documenti ufficiali, mentre nella maggioranza dei Comuni – compreso il capoluogo Rovigo – mancherebbe un riferimento diretto al contesto storico da cui trae origine la ricorrenza.

Una situazione che Brusco definisce implicitamente preoccupante, tanto da rivolgersi al Prefetto affinché, durante le celebrazioni pubbliche, venga ribadito con chiarezza “da chi ci siamo liberati e grazie a chi”.

La presa di posizione si inserisce nel dibattito più ampio sul significato della Festa della Liberazione, tra memoria storica e modalità con cui viene trasmessa nelle istituzioni locali.

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