ADRIA (Rovigo) – Una serata diversa, lontana dalle contrapposizioni politiche e centrata su un messaggio universale. Circa 200 persone hanno partecipato ad Adria alla manifestazione promossa da un gruppo spontaneo per la pace nel mondo, alla vigilia della Festa della Liberazione.
Un’iniziativa volutamente aperta a tutti, senza appartenenze ideologiche, che ha visto una partecipazione significativa soprattutto di giovani donne, mamme e nonne. A fare da filo conduttore, lo striscione e le bandiere della pace.
Nel corso della serata si sono susseguiti diversi interventi. Irene e Anna hanno ricordato i principali conflitti in corso nel mondo, mentre Don Albino Bizzotto e Lisa Clark hanno richiamato, citando la “Lettera ai Mercanti della Morte” dell’arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia, il senso di smarrimento che attraversa oggi l’umanità.
Particolarmente toccante la testimonianza di una cooperante adriese impegnata a Beirut, in Libano, che ha raccontato la drammatica realtà vissuta quotidianamente nei territori segnati dalla guerra.
La scelta della data, il 24 aprile, non è stata casuale: un richiamo diretto ai valori della Liberazione e al legame tra democrazia e pace. Un concetto ribadito anche attraverso le parole di Tina Anselmi, ricordate durante la manifestazione: “La democrazia è giustizia, rispetto della dignità umana ed è pace”.
I promotori hanno annunciato che l’iniziativa non resterà isolata, ma avrà un seguito, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione e continuare a coinvolgere la comunità.
Un messaggio chiaro: di fronte ai conflitti e alle tensioni globali, la risposta non può essere il silenzio perché, storicamente, il silenzio non ha mai risolto granché.


















