Al Teatro San Bortolo un incontro pubblico dedicato alla Rotta Balcanica, tra testimonianze dal confine, video inediti e una raccolta solidale di beni per le persone in transito.

ROVIGO – Una serata per raccontare ciò che troppo spesso resta nascosto dietro i confini d’Europa. Mercoledì 27 maggio alle ore 21 il Teatro San Bortolo di Rovigo ospiterà un incontro pubblico dedicato alla situazione lungo la frontiera tra Bulgaria e Turchia, uno dei punti più critici della cosiddetta Rotta Balcanica.

L’iniziativa è promossa dall’Equipaggio di Terra di Mediterranea Rovigo Centro insieme al Centro Documentazione Polesano, con l’obiettivo di portare all’attenzione della cittadinanza le condizioni vissute dalle persone migranti lungo le rotte di confine europee.

Al centro della serata ci sarà la partecipazione del Collettivo Rotte Balcaniche Alto Vicentino, gruppo indipendente attivo sul campo nel monitoraggio delle violenze sistemiche e nel sostegno umanitario ai migranti in transito. Attraverso testimonianze dirette e video inediti, verrà approfondita la situazione al confine bulgaro-turco, spesso poco raccontata dai media ma cruciale nelle dinamiche di respingimento e violazione dei diritti umani.

L’evento nasce anche dall’esperienza concreta dei volontari di Mediterranea, impegnati da tempo in missioni regolari a Trieste, nella cosiddetta “Piazza del Mondo”, luogo simbolo dell’arrivo delle persone provenienti dalla Rotta Balcanica.

Accanto al momento informativo, la serata avrà anche un forte valore solidale. Durante l’incontro sarà infatti possibile contribuire alle attività del collettivo attraverso una raccolta di beni di prima necessità destinati alle persone in viaggio.

Tra i materiali richiesti figurano prodotti per l’igiene personale come spazzolini, dentifrici, shampoo e assorbenti, ma anche abbigliamento nuovo, asciugamani, smartphone funzionanti, powerbank e materiali per bambini, tra cui quaderni, colori, giochi e latte in polvere. Richieste inoltre creme solari e prodotti per la cura della persona.

Conoscere ciò che accade ai confini dell’Europa è il primo passo per non esserne complici”, spiegano gli organizzatori. “L’esperienza vissuta a Trieste ci ha spinto a portare queste storie anche nella nostra città, sostenendo chi ogni giorno sceglie di stare dalla parte dell’umanità”.

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