PORTO VIRO (Rovigo) – È una situazione definita ormai “al limite” quella che starebbe vivendo la Casa di Cura di Porto Viro, dove il progressivo abbandono del personale sanitario verso la sanità pubblica rischia di aprire una crisi pesantissima per tutto il territorio del Basso Polesine. A lanciare l’allarme sono Fp Cgil e Uil Fpl, che denunciano una condizione diventata insostenibile sia per i lavoratori sia per i cittadini che usufruiscono dei servizi sanitari della struttura.
Alla base della protesta vi è soprattutto la questione contrattuale. Il contratto della Sanità Privata Aris-Aiop risulta infatti scaduto da otto anni, mentre quello delle Rsa Aris-Aiop attende il rinnovo addirittura da quattordici anni. Una situazione che, secondo le organizzazioni sindacali, avrebbe ormai prodotto effetti devastanti sulle condizioni lavorative ed economiche del personale.
“Assistiamo a una vera e propria fuga degli operatori sanitari verso il pubblico – dichiarano Pasquale Brenga della Fp Cgil e Attillio Minichini della Uil Fpl – perché le condizioni di lavoro non sono più compatibili con i tempi di vita, con il diritto al riposo e con una retribuzione adeguata all’impegno richiesto ogni giorno”.
Secondo i sindacati, il personale si troverebbe infatti a fronteggiare carichi di lavoro elevati senza un adeguato riconoscimento economico, aggravato dall’aumento del costo della vita e dall’inflazione. Una situazione che starebbe progressivamente impoverendo la capacità della struttura di garantire servizi essenziali.
Le preoccupazioni maggiori riguardano in particolare il futuro del Pronto Soccorso e del reparto di Medicina. Le indiscrezioni che circolano in queste settimane parlano infatti del rischio di una declassazione del Pronto Soccorso a semplice Punto di Primo Intervento (PPI), oltre alla possibile riduzione di metà dei posti letto nel reparto di Medicina.
“Il prezzo più alto di questa emorragia di professionisti rischia di ricadere direttamente sulla cittadinanza – sottolineano Brenga e Minichini – soprattutto in un territorio fragile e vasto come il Basso Polesine, dove l’assistenza sanitaria rappresenta un presidio fondamentale per una popolazione mediamente anziana e con bisogni assistenziali complessi”.
Nel mirino delle sigle sindacali anche l’atteggiamento dell’amministrazione della Casa di Cura, accusata di avere finora fornito risposte giudicate insufficienti e di aver accumulato ritardi nei confronti con le rappresentanze dei lavoratori.
Fp Cgil e Uil Fpl chiedono quindi un’immediata presa di posizione da parte dell’Amministrazione comunale di Porto Viro e di tutte le istituzioni politiche del territorio affinché venga garantita la continuità dell’assistenza sanitaria e la tutela della salute pubblica.
“Non si può restare a guardare mentre si smantella la sanità del territorio”, ribadiscono i rappresentanti sindacali, annunciando inoltre l’organizzazione di un sit-in unitario davanti alla struttura sanitaria di Porto Viro. L’iniziativa, spiegano, servirà a informare la popolazione sulla gravità della situazione e sulle possibili ripercussioni per l’intera comunità.
Nei prossimi giorni saranno comunicati data e orario della mobilitazione.
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