ROVIGO – Nuovo terremoto politico nella giunta comunale di Rovigo dopo le dimissioni dell’assessore al bilancio Andrea Denti di Fratelli d’Italia. A intervenire con toni durissimi è Federico Frigato, capogruppo della lista civica “Rovigo si Ama”, che parla apertamente di un’amministrazione trasformata in “una porta girevole” tra nomine, sostituzioni e fughe verso altri incarichi.
Nel suo comunicato Frigato ricostruisce la lunga sequenza di cambiamenti che hanno segnato l’esecutivo guidato dalla sindaca Valeria Cittadin.
“A parte i tre assessori silurati dalla sindaca, a distanza di pochi mesi si dimettono l’assessora al bilancio e il suo sostituto”, osserva il consigliere comunale, riferendosi alle uscite che hanno interessato uno degli assessorati più delicati della giunta. Giuliana Bregolin dopo un periodo conflittuale con la prima cittadina del capoluogo (LEGGI ARTICOLO), Denti per incompatibilità con la nomina in Ascopiave.
Secondo Frigato, mentre la precedente assessora avrebbe lasciato per motivazioni politiche, Denti “si affretta a lasciare la giunta pronto ad assumere l’incarico di presidente del collegio dei revisori nell’importante società trevigiana leader della distribuzione di gas, Ascopiave”. Una traiettoria che in politica locale ormai sembra quasi una categoria urbanistica: assessorato, dimissioni, nuova nomina. Rotatoria permanente, ma senza precedenze.
Nel mirino finiscono anche altri episodi avvenuti negli ultimi mesi. Frigato cita infatti “il tentativo di fuga verso il lido veneziano” dell’assessore ai lavori pubblici Lorenzo Rizzato e del presidente del consiglio comunale Mattia Moretto, entrambi candidati alle elezioni regionali del Veneto nel 2025, tentativo poi non concretizzatosi.
“È sempre più evidente: dall’amministrazione guidata dalla sindaca Valeria Cittadin tutti vogliono scappare”, attacca il capogruppo civico, parlando di una situazione “mai vista” nella storia amministrativa recente della città.
Secondo l’esponente di opposizione, i cambi di giunta possono essere fisiologici solo quando derivano da una verifica politica finalizzata a rafforzare l’azione amministrativa. In questo caso, invece, Frigato sostiene che “dei problemi della città, dei rodigini, delle soluzioni, dei progetti e dei programmi interessa zero a nessuno”.
Da qui la critica politica più ampia alla tenuta della maggioranza. “La porta dell’ufficio del sindaco è diventata una porta girevole, in un loop frenetico e continuo di nomine e dimissioni”, afferma.
Frigato mette inoltre in discussione l’idea che questi continui rimpasti possano essere interpretati come segnale di leadership forte della sindaca.
“Non è forse il sintomo di scelte sbagliate, di mancanza di obiettivi sul medio-lungo periodo, di assenza di partiti in grado di accompagnare la maggioranza e di poco attaccamento verso la città?”, si domanda Frigato.
La chiusura è affidata a una metafora amara: “La giunta di Rovigo è diventata il carro per il paese dei balocchi. Ma attenzione, perché non sempre le favole hanno un lieto fine”.

















