ROVIGO – Con la conclusione del mese di maggio si è chiuso anche il lungo percorso culturale del Maggio Rodigino – Primavera della Cultura 2026, giunto alla sua nona edizione e dedicato quest’anno al tema “Mediterraneo: il suo spirito, il suo tempo, la sua utopia”. Un viaggio articolato tra conferenze, riflessioni, musica, esperienze e tradizioni provenienti dalle diverse sponde del Mare Nostrum, che ha offerto al pubblico nuove chiavi di lettura su uno degli spazi geografici e culturali più significativi della storia.
A tracciare il bilancio finale della manifestazione è stata la presidente della Fondazione per lo Sviluppo del Polesine, Elisabetta Lorenzetti, che ha sottolineato il valore del percorso intrapreso:
“Abbiamo attraversato il Mediterraneo, unito le sponde. Del Mediterraneo, come crocevia di relazioni, popoli e civiltà, abbiamo approfondito le dimensioni geopolitiche, artistiche, economiche, musicali, religiose ed enogastronomiche. Prospettive diverse per un mare non più solo “Nostrum”, ma di tutti e per tutti”.
La presidente ha evidenziato come la manifestazione abbia cercato di offrire strumenti di conoscenza e visione in un periodo storico complesso, richiamando i valori della testimonianza civile e della solidarietà. Un ringraziamento è stato rivolto alla comunità, ai partner e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della rassegna, con uno sguardo già rivolto alla decima edizione.
Olimpiadi, storia e inclusione
L’ultima settimana del programma si è aperta in Sala della Gran Guardia con l’incontro “Olimpiadi, da Olimpia a Milano-Cortina”, affidato alla professoressa Pia Poliero, docente di Scienze Motorie e Past President di Panathlon. L’appuntamento ha visto anche la partecipazione dell’atleta paralimpico Andrea Borgato, tedoforo alle recenti Olimpiadi invernali, e dell’assessore allo Sport del Comune di Rovigo Andrea Bimbatti.
Nel corso dell’incontro, Pia Poliero ha ripercorso la storia delle Olimpiadi, dalle origini nell’antica Grecia alla rinascita moderna promossa da Pierre de Coubertin, soffermandosi su figure emblematiche come il maratoneta Dorando Pietri e il rodigino Tullio Biscuola, primo atleta polesano a partecipare ai Giochi Olimpici nel 1924 e tra i fondatori del Panathlon Rovigo.
Particolarmente significativa la testimonianza di Andrea Borgato, che ha ricordato il significato più autentico dello sport paralimpico: “Il significato delle Paralimpiadi è nell’Agitos, ovvero io mi muovo nonostante tutto e comunque”.
Il Mediterraneo tra geologia e cambiamenti climatici
Il giorno successivo, a Palazzo Roncale, il Mediterraneo è stato osservato attraverso la lente della scienza grazie al confronto tra Gabriele Nenzioni, direttore del Museo della Preistoria “L. Donnini”, Stefano Lugli, geologo e docente universitario, e Carlo Peretto, professore onorario dell’Università di Ferrara.
L’incontro ha approfondito la straordinaria evoluzione geologica del bacino mediterraneo, ricordando come, migliaia di anni fa, esso si sia trasformato in una gigantesca salina. Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo del Mediterraneo come laboratorio naturale per lo studio dei cambiamenti climatici, grazie alle caratteristiche uniche di questo mare semichiuso.
Premi letterari e riflessioni economiche
Tra gli appuntamenti più significativi della settimana anche la cerimonia di premiazione dell’undicesima edizione del Concorso letterario “Sergio Garbato”, organizzata in collaborazione con la Fondazione Banca del Monte di Rovigo presso l’Urban Digital Center. Un’iniziativa che continua a coinvolgere numerosi giovani appassionati di scrittura.
A Palazzo Angeli, invece, il professor Salvatore Capasso, economista dell’Università “Parthenope” di Napoli, in dialogo con la professoressa Cristiana Fioravanti, ha affrontato il tema “Il Mediterraneo, un mare di opportunità e sfide”. Un’analisi approfondita che ha evidenziato le potenzialità economiche dell’area mediterranea, senza trascurarne le criticità e le questioni aperte che richiedono nuove strategie di sviluppo e cooperazione.
Il racconto dei deserti per chiudere il viaggio
A chiudere simbolicamente il percorso del Maggio Rodigino 2026 è stato un viaggio attraverso i deserti che si affacciano sul Mediterraneo. L’incontro “Turiste NON per caso. Un viaggio lento attraverso i deserti che si affacciano sul Mediterraneo” ha visto protagoniste Elisabetta Lorenzetti e Livia Casetta, entrambe appassionate di viaggi lenti e di esplorazioni nel deserto.
Attraverso racconti, immagini ed esperienze vissute tra Marocco, Algeria, Libia, Egitto e Giordania, le due relatrici hanno condiviso con il pubblico il fascino di territori spesso lontani dai circuiti turistici tradizionali.
“Sono viaggi che sbalordiscono – ha raccontato Livia Casetta –. Nessuno ha mai visto stelle più lucenti ed evidenti come quelle che si possono scorgere tra le dune del deserto”.
Con quest’ultimo appuntamento si è conclusa una rassegna che, ancora una volta, ha saputo trasformare il Mediterraneo in un luogo di incontro, conoscenza e dialogo, offrendo alla comunità polesana uno spazio di riflessione aperto sul presente e sul futuro.


















