ROVIGO – Anche Adria e Occhiobello fanno la conta dei danni. Due giorni dopo la tempesta (LEGGI ARTICOLO) che si è abbattuta con veemenza sulla provincia di Rovigo (LEGGI ARTICOLO), la panoramica comincia ad essere più chiara dopo le decine di segnalazioni arrivate nella sede di Confagricoltura Rovigo. E quindi non solo i Comuni dell’Alto e del Medio Polesine, ma anche quelli della parte più a Sud entrano nella lista nera delle zone che dovranno chiedere indennizzi per le consistenti perdite, che vanno dal 40 al 100%.

Nelle immagini che continuano ad arrivare, si vedono campi di mais letteralmente devastati, ma anche terreni dove era da poco stata piantata la soia che sono interamente allagati. Il disastro riguarda anche le orticole: insalata, zucchine, coste, melanzane, aglio, cipolle. Per i frutteti è una Caporetto: mele e pere spaccate dai blocchi di grandine, che finiranno direttamente al macero.

Lauro Ballani, presidente di Confagricoltura Rovigo e il presidente dei Giovani, Enrico Toso, esprimono la loro vicinanza alle aziende colpite: “L’agricoltura polesana ha sempre dimostrato la capacità di reagire alle difficoltà, ma oggi ha bisogno di un sostegno concreto e immediato – dicono -. Per questo rivolgiamo un appello alla Regione affinché venga riconosciuta l’eccezionalità dell’evento e siano attivate tutte le misure necessarie a favore delle imprese colpite. Riteniamo indispensabile che la Regione Veneto intervenga rapidamente con misure straordinarie di sostegno, valutando tutti gli strumenti disponibili per garantire liquidità alle aziende e consentire loro di affrontare le conseguenze di questo evento meteorologico eccezionale. È fondamentale accelerare le procedure di ricognizione dei danni e attivare ogni possibile forma di aiuto prevista dalla normativa”.

Secondo Toso questo episodio conferma, inoltre, la necessità di investire con maggiore decisione in infrastrutture idrauliche, opere di difesa del suolo e strumenti di gestione del rischio che permettano alle imprese agricole di affrontare con maggiore resilienza gli effetti del cambiamento climatico: “Gli imprenditori agricoli non possono essere lasciati soli di fronte a fenomeni climatici sempre più estremi e frequenti. La tutela del reddito agricolo e la salvaguardia della capacità produttiva delle nostre aziende rappresentano una priorità non solo per il settore, ma per l’intero sistema economico e sociale del territorio”.















