Emozioni, ricordi e amicizia senza tempo per gli ex studenti del liceo scientifico Paleocapa di Rovigo, che hanno celebrato insieme il mezzo secolo dalla maturità.
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SAN PIETRO POLESINE (Rovigo) – Cinquant’anni dopo l’esame di maturità, il tempo sembra essersi fermato per gli ex studenti della classe del 1976 del liceo scientifico Paleocapa di Rovigo. A raccontare questa straordinaria esperienza è Alberto Cuoghi, classe 1957, sposato con Daniela, laureato in Farmacia, già calciatore della storica Sampietrese e per molti anni informatore scientifico farmaceutico.

Dopo aver conseguito la licenza media a Castelnovo Bariano, il giovane Alberto scelse di proseguire gli studi al liceo scientifico. “Le discipline scientifiche mi appassionavano molto – racconta –. All’epoca il liceo di Ostiglia era particolarmente rinomato, ma per me sarebbe stato difficile raggiungerlo. Così, per cinque anni, ho fatto il pendolare fino a Rovigo frequentando il Paleocapa, con grande soddisfazione. Ricordo ancora perfettamente l’esame di Stato del 1976 e i compagni della quinta classe”.

Dopo il diploma, come spesso accade, le strade si sono separate. “A parte qualche sporadico contatto – spiega Cuoghi – la vita ci ha portati lontano gli uni dagli altri. Ognuno ha costruito il proprio percorso, ma il ricordo di quegli anni è sempre rimasto vivo”.

Quel legame, però, non si è mai spezzato del tutto. Proprio per celebrare il cinquantesimo anniversario della maturità, gli ex compagni hanno deciso di organizzare una grande rimpatriata al ristorante Da Luciano al Bornio di Lusia.

“È stata una bellissima emozione rivedere i vecchi amici – racconta ancora Alberto Cuoghi –. Siamo cambiati anagraficamente, ma dentro conserviamo la stessa energia e la stessa voglia di stare insieme che avevamo ai tempi della scuola. Il Paleocapa ci ha dato davvero tanto”.

La serata è stata caratterizzata da momenti di grande intensità emotiva. “È stata una festa indimenticabile. C’era la gioia di ritrovarsi dopo mezzo secolo, ma anche un velo di malinconia per il tempo che passa e per i compagni che non ci sono più. Tuttavia, li abbiamo sentiti vicini nei nostri ricordi e nei nostri pensieri”.

Non sono mancati i sorrisi e le battute di un tempo. “Abbiamo ripercorso episodi divertenti, ci siamo presi in giro come facevamo da ragazzi e abbiamo scoperto che l’affetto reciproco è rimasto immutato”.

Un sentimento particolare è stato riservato alla scuola che li ha accompagnati negli anni della formazione. “Abbiamo ricordato con gratitudine il preside, i docenti, il personale amministrativo e i bidelli. Tutti hanno contribuito alla nostra crescita umana e culturale. Durante la cena abbiamo condiviso la consapevolezza di aver avuto il privilegio di vivere un percorso educativo fondamentale nel momento più importante della nostra crescita”.

Infine, uno sguardo al futuro e un messaggio rivolto ai giovani che stanno per affrontare l’esame di maturità. “Ci siamo promessi di mantenere vivi i rapporti e di continuare a sentirci. Ai maturandi del 2026 vogliamo dire di credere nella formazione e nell’amicizia: sono valori che resistono al tempo e accompagnano per tutta la vita”.

Franco Rizzi

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