La consigliera della Civica per Rovigo critica il diniego all'utilizzo di Piazza Matteotti per la manifestazione del 20 giugno: «Problemi tecnici superabili, il comitato pronto al ricorso al Tar»

ROVIGO – Continua a far discutere la decisione dell’amministrazione comunale del capoluogo di negare al Comitato Rovigo Pride l’utilizzo di Piazza Matteotti per la manifestazione in programma il prossimo 20 giugno. Dopo la presa di posizione degli organizzatori e le critiche espresse dal Partito Democratico (LEGGI ARTICOLO), interviene anche Elena Biasin, capogruppo dell’Associazione Civica per Rovigo in Consiglio comunale.

Secondo la consigliera, le motivazioni addotte dal Comune per giustificare il rifiuto dell’occupazione della piazza «non reggono e sembrano strumentali».

Biasin evidenzia innanzitutto i tempi della risposta amministrativa. «La risposta arriva dopo circa due mesi dalla richiesta presentata dal Comitato il 15 aprile e dopo diversi solleciti, sia verbali sia attraverso una recente Pec», osserva, sottolineando come il dibattito politico sviluppatosi nelle ultime settimane abbia visto l’amministrazione richiamare fin dall’inizio presunti problemi tecnici che, a suo giudizio, sarebbero invece superabili e già superati in occasione di altre manifestazioni pubbliche che hanno coinvolto centinaia di persone senza particolari criticità.

La consigliera richiama inoltre la decisione del Comitato organizzatore di valutare un ricorso al Tribunale amministrativo regionale, interpretandola come il segnale della volontà di non accettare passivamente quella che definisce una scelta amministrativa «più che discutibile».

Nel mirino di Biasin finiscono anche le motivazioni legate alla tutela del monumento dedicato a Giacomo Matteotti. «Sembra che l’amministrazione abbia deciso di proteggere il monumento di così alto valore storico addirittura confondendo l’occupazione di Piazza Matteotti da parte dei partecipanti al Pride con quella della statua di Giacomo Matteotti, che certamente non è stata prevista dagli organizzatori», afferma.

Da qui una riflessione che si sposta dal piano organizzativo a quello politico e culturale. «Speriamo che tutta questa nuova attenzione alla tutela del famoso monumento non sia limitata a ipotetici e discutibili rischi di danneggiamento», prosegue la consigliera, ricordando come l’attuale amministrazione abbia respinto nel marzo 2025 una mozione che proponeva di definire Rovigo “città antifascista”.

«Magari questa amministrazione – conclude Biasin – inizierà a pensare a una tutela effettiva della memoria di Giacomo Matteotti, a 102 anni dal suo assassinio, più che a custodirne la statua».

One Comment
  1. ero presente alla manifestazione nel momento in cui le tre giovani sono state invitate ad uscire dal corteo dagli agenti ,supportati dallo staff,identificate e allontanate ,guarda al caso le giovani erano supportate da alcuni esponenti di futuro nazionale , lamentavano il loro allontanamento .finito tutto .hanno cercato in tutti i modi di cercare visibilità……..siamo piu avanti ,noi sappiamo amare ……loro odiare

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