VILLADOSE (Rovigo) – Dopo il primo consiglio comunale della nuova amministrazione guidata dal sindaco Pierpaolo Barison e la presentazione della giunta, il gruppo civico “Villadose Generazione Attiva” torna sulla campagna elettorale e sul mancato accordo con il Partito Democratico che ha caratterizzato la fase precedente alle elezioni amministrative (LEGGI ARTICOLO).
Nel corso di una conferenza stampa, alla presenza della candidata sindaca Elena Botton insieme a Lucia Pozzato e Sandro Stocco, il gruppo civico ha respinto le ricostruzioni avanzate dal Pd locale, accusando i democratici di aver diffuso una «narrazione distorta» delle vicende che hanno portato alla mancata presentazione di una lista unitaria del centrosinistra.
Secondo Villadose Generazione Attiva, la candidatura di Elena Botton non sarebbe nata all’ultimo momento, ma sarebbe stata approvata all’unanimità durante un’assemblea che riuniva esponenti civici e rappresentanti del Pd locale. Il gruppo ricostruisce una serie di incontri iniziati ad aprile, durante i quali era stata inizialmente valutata anche la candidatura di Francesco Stocco, che avrebbe poi rinunciato definendo la proposta civica «una lista perdente».
Da quel momento, sostengono i civici, si sarebbe aperta una fase di forte tensione culminata con l’intervento dei vertici provinciali del Pd e con la proposta di candidare lo stesso Stocco alla guida della coalizione.
Elena Botton e i suoi sostenitori respingono inoltre l’accusa di aver fatto saltare un possibile accordo unitario. Al contrario, rivendicano di aver tentato fino all’ultimo una mediazione.
«Per il bene dell’unità ero pronta a fare un passo indietro», ha spiegato Botton, ricordando come fosse stata avanzata anche la proposta alternativa di Carlo Barotti, definito una figura autorevole e storicamente vicina al Partito Democratico. Una proposta che, secondo il gruppo civico, sarebbe stata respinta.
Al centro delle critiche vi è anche la gestione dei rapporti tra Pd e componente civica. «Abbiamo preso atto che i civici venivano considerati soltanto come portatori di voti e di idee da utilizzare», sostengono gli esponenti di Villadose Generazione Attiva, spiegando che a quel punto decisero di interrompere il percorso comune e di presentarsi autonomamente agli elettori.
Particolarmente duro il passaggio dedicato ai numeri che hanno preceduto il deposito delle liste. Secondo il gruppo civico, il Pd avrebbe sostenuto di non essere riuscito a presentarsi alle elezioni a causa del ritiro di alcuni candidati civici. Una versione che viene contestata.
«I civici pronti ad aggregarsi alla lista democratica erano soltanto tre. Se il Pd disponeva davvero dei 14 o 15 nomi che dichiarava di avere, avrebbe potuto presentarsi regolarmente al voto», affermano i rappresentanti della lista. «La verità è che il Pd locale non aveva una struttura, non aveva i candidati e non aveva le firme necessarie».
Nel corso dell’incontro è stato anche rivendicato il risultato elettorale ottenuto dalla candidatura di Elena Botton, che ha raccolto 581 voti.
«Abbiamo scelto di presentarci al giudizio degli elettori a viso aperto e i cittadini meritano rispetto», hanno dichiarato i promotori della lista civica, annunciando l’intenzione di svolgere un’opposizione «seria, costruttiva e vicina ai bisogni della comunità».
Con il primo consiglio comunale ormai alle spalle e la nuova amministrazione pienamente operativa (LEGGI ARTICOLO), la frattura tra il Partito Democratico e la componente civica che aveva sostenuto Elena Botton segna il dibattito politico villadosano, a distanza di poche settimane dall’esito delle urne.
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