VILLADOSE (Rovigo) – Si terrà martedì 17 maggio nella Biblioteca Comunale di Villadose (Rovigo) alle ore 18, a cura di Pietro Callegarin, presidente Arci, ed organizzato dalla sezione locale dell’Anpi, la presentazione de “La Boje”, l’ultimo romanzo di Antonella Bertoli, già presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Rovigo ed assessore provinciale.
Il Romanzo, basato su fatti storici realmente accaduti in Polesine, racconta delle condizioni disperate della vita dei braccianti negli ultimi anni dell’800. Molti dei personaggi sono realmente esistiti anche se, per esigenze narrative Bertoli attribuisce loro pensieri, azioni e parole che conducono il lettore a comprendere come la situazione nella metà dell’800 fosse divenuta intollerabile per i poveri e li portò alla rivolta. A giugno 1882 il Parlamento italiano aveva approvato la “Legge Baccarini” che aboliva il diritto al vagantivo, una consuetudine diffusa fin dai tempi degli Estensi e accettato dalla Serenissima che prevedeva il diritto degli abitanti di raccogliere quanto si trovava nelle valli e il diritto alla pesca.

Di fatto quindi i braccianti polesani costretti dalla fame si nutrivano solo di polenta e frumentone, ammalandosi di pellagra, tubercolosi, colera, tifo e vaiolo e impossibilitati per legge alla raccolta di mezzi con cui arricchire la dieta. Il 17 settembre del 1882 inoltre l’Adige straripò lasciando dietro di sè solo macerie e una scia di morti, devastò tutte le coltivazioni, che di fatto erano l’unica fonte di sopravvivenza di quelle povere genti, già sottoposte alle ingenti tasse del nuovo governo italiano. Una giornata di lavoro veniva pagata una lira e 2 centesimi e i braccianti, con quella dovevano mangiare, sostenere la famiglia e vestirsi. Con il raccolto spazzato via dalle acque del fiume le condizioni di vita divennero ancora peggiori. Gli animi ribollivano e la rivolta popolare partì da Pezzoli di Adria per diffondersi in tutto il Polesine, nel cavarzerano fino al mantovano al grido de
“La boje,la boje e de boto la va de fora” (bolle, bolle, tra poco viene fuori) che fu il filo conduttore dello sciopero, il primo del Regno d’Italia. Così nel 1882 scoppia la rivolta delle masse rurali che si concluse nel 1886 al processo di Venezia.
Bertoli nel libro mette in risalto il ruolo delle donne che nei documenti storici non vengono menzionate, a partire dall’Adele proprietaria dell’osteria da cui partirà la rivolta.













