Il consigliere comunale del Pd critica la scelta della giunta Cittadin: «Quale messaggio vogliamo dare ai cittadini? La lotta alle mafie non è un tema secondario»
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ROVIGO – La decisione del Comune di Rovigo di uscire da Avviso Pubblico approda nel dibattito politico cittadino. A intervenire è il consigliere comunale del Partito Democratico Diego Crivellari, che esprime «sconcerto e preoccupazione» per una scelta che sarà presto oggetto di discussione anche nella competente commissione consiliare. L’adesione alla associazione costa circa 1.200 euro l’anno.

Per l’esponente dem l’amministrazione dovrebbe riconsiderare la propria posizione e mantenere l’adesione alla rete nazionale degli enti locali impegnati nella promozione della legalità e nel contrasto alle mafie. «Auspichiamo che il Comune possa tornare sui propri passi e non abbandonare una realtà così preziosa», afferma Crivellari. «Quale segnale si vuole dare ai cittadini? Si ritiene forse che Rovigo non abbia bisogno di attività di sensibilizzazione sui temi della legalità e del contrasto alle infiltrazioni mafiose?».

Il consigliere ricorda come Avviso Pubblico rappresenti oggi una delle principali reti istituzionali italiane dedicate alla promozione della cultura della legalità, contando oltre 620 enti aderenti. Tra questi figurano anche la Regione Veneto e quasi tutti i capoluoghi di provincia veneti.

«Gli enti associati possono usufruire di materiale informativo, corsi di formazione, banche dati sulle buone pratiche amministrative e strumenti concreti di supporto. Si tratta di un patrimonio di conoscenze e competenze che sarebbe un errore disperdere», sostiene Crivellari.

L’esponente del Pd richiama inoltre un’iniziativa ospitata proprio a Rovigo nel 2025, quando Avviso Pubblico e Regione Veneto organizzarono al Censer la Giornata regionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L’evento coinvolse oltre 500 studenti e vide la partecipazione di personalità istituzionali di rilievo, tra cui Maria Luisa Pellizzari, già vice capo vicario della Polizia di Stato. «Se ricordiamo bene, quella manifestazione si svolse con il patrocinio del Comune di Rovigo e senza alcun esborso economico per l’ente», osserva Crivellari.

Da qui la domanda rivolta all’amministrazione guidata dalla sindaca Valeria Cittadin. «Perché si vuole lasciare una rete che rappresenta un presidio importante per l’affermazione di una cultura dei diritti, della legalità e della cittadinanza responsabile?».

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