ADRIA (Rovigo) – La decisione della giunta Barbujani di intitolare sabato 27 giugno i giardini di via Mascagni a Sergio Ramelli continua ad alimentare il confronto politico cittadino. Dopo l’annuncio ufficiale dell’amministrazione (LEGGI ARTICOLO), arrivano infatti le critiche sia del movimento civico Impegno per il Bene Comune sia del Partito Democratico, che contestano modalità e significato dell’iniziativa.
Per il direttivo di Impegno per il Bene Comune, la scelta dell’amministrazione rappresenta un’occasione mancata per costruire una memoria condivisa. «Avevamo avanzato una proposta inclusiva – spiegano dal movimento civico – chiedendo di dedicare quell’area a tutte le vittime innocenti del terrorismo e della violenza politica, senza distinzione di appartenenza ideologica».
Secondo IBC, negli anni della strategia della tensione e del terrorismo caddero giovani appartenenti a schieramenti politici opposti ma anche semplici cittadini estranei allo scontro politico. Tra gli esempi citati figura anche una giovane polesana di Rosolina, vittima della strage alla stazione di Bologna.
Per il movimento civico la scelta di procedere comunque con l’intitolazione esclusiva a Ramelli dimostrerebbe l’assenza di una volontà di condivisione collegando la scelta all’evoluzione politica della maggioranza comunale e all’adesione di diversi consiglieri di centrodestra a Futuro Nazionale, il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci.
«Si continua a piantare bandiere ideologiche per assecondare sentimenti di rivalsa e revisioni storiche che tradiscono quei valori di inclusione e democrazia che hanno fatto di Adria un punto di riferimento per il territorio», afferma IBC, che conclude con un netto «non in mio nome».
Sulla stessa linea anche il Partito Democratico di Adria, che interpreta la vicenda come un ulteriore spostamento politico della maggioranza verso le posizioni della destra più identitaria.
«La cerimonia rappresenta l’ennesima rincorsa della giunta Barbujani verso destra», sostiene il Pd, che richiama altre recenti iniziative dell’amministrazione, dal patrocinio a eventi promossi dai Patrioti Veneti fino all’adesione di quattro consiglieri di maggioranza al partito di Vannacci.
I democratici precisano di non contestare la legittimità del ricordo di Sergio Ramelli, il giovane militante del Movimento Sociale Italiano morto nel 1975 in seguito alle conseguenze di un’aggressione politica. «Non è in discussione la memoria di Ramelli», sottolinea il Pd, che ritiene però compito di un’amministrazione comunale raccontare alle nuove generazioni la complessità di una stagione segnata contemporaneamente dal terrorismo nero, da quello rosso e dalla strategia stragista.
Particolarmente critica è la posizione dei democratici sulla scelta dell’ospite individuato per la cerimonia di intitolazione. Secondo il Pd, il relatore invitato sarebbe autore di pubblicazioni che contestano la matrice fascista della strage di Bologna, circostanza definita «particolarmente grave» alla luce delle sentenze e degli accertamenti storici consolidati.
Il Pd di Adria sostiene che l’intitolazione rappresenterebbe il rispetto di un impegno politico assunto dalla coalizione di Barbujani nei confronti di ambienti della destra locale che ne avevano sostenuto la candidatura. «Con tutti i problemi che vive la città appare singolare invitare un rappresentante del Governo per una cerimonia impostata in maniera così propagandistica», conclude il Partito Democratico.
Per approfondire leggi anche:
Adria, la giunta intitola i giardini di via Mascagni a Sergio Ramelli
Assistenza agli alunni con disabilità, il corto circuito della Giunta di Adria
Ramelli sì, ma “Anselmi dimenticata”: il Pd di Adria attacca la giunta sull’intitolazione del parco
Adria ricorda lo straordinario esempio di Don Mazzocco per l’ambiente













