Dal 12 agosto entra in vigore il PPWR, il nuovo quadro normativo europeo che punta su riciclo, riuso e riduzione dei rifiuti. Per l'associazione Plastic Free è un passo storico, ma servono tempi più rapidi e meno deroghe per contrastare un'emergenza che non può attendere il 2030.

L’Unione europea rafforza il proprio ruolo di riferimento internazionale nelle politiche ambientali con l’entrata in applicazione, dal 12 agosto, del nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR – Regolamento Ue 2025/40). Il provvedimento introduce un quadro normativo organico destinato a ripensare l’intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione al riuso, dalla riciclabilità alla riduzione dei rifiuti, coinvolgendo tutti i materiali e tutti i settori produttivi.

Tra gli obiettivi principali figurano la progettazione di imballaggi riciclabili, l’aumento della quota di materiale riciclato, la riduzione dell’impiego di materie prime vergini e nuove limitazioni per alcune tipologie di imballaggi monouso.

Nel dibattito pubblico l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle future restrizioni alle pellicole di plastica utilizzate per raggruppare prodotti, come le confezioni da sei bottiglie d’acqua. Per Plastic Free Onlus, però, il regolamento rappresenta molto più di questo: segna un vero e proprio cambio di paradigma nel modo in cui gli imballaggi vengono progettati, utilizzati e gestiti fino alla fine del loro ciclo di vita.

“Dobbiamo avere l’onestà di dire due cose insieme. La prima è che l’Europa è oggi il punto di riferimento mondiale per le politiche ambientali sugli imballaggi e sull’economia circolare. Nessun’altra grande area economica ha costruito un quadro normativo così organico – dichiara Luca De Gaetano, presidente di Plastic Free Onlus –. La seconda è che la crisi della plastica corre molto più velocemente dei tempi della politica. Se vogliamo guidare davvero il cambiamento, non possiamo continuare a rinviare al 2030 o agli anni successivi misure che il pianeta ci chiede di adottare oggi”.

Il nuovo regolamento interviene sull’intero ciclo di vita degli imballaggi con misure che vanno ben oltre la riduzione della plastica monouso. Tra le novità figurano il divieto di alcune tipologie di imballaggi monouso ritenuti superflui, comprese le confezioni monodose per salse e condimenti in determinati contesti, e l’obbligo per gli operatori del settore del take-away di consentire ai clienti di utilizzare contenitori riutilizzabili, anche portati da casa, senza costi aggiuntivi.

Il PPWR introduce inoltre restrizioni sull’utilizzo di sostanze potenzialmente pericolose, come i PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti oltre i limiti previsti, e promuove il riuso, la ricarica e la prevenzione della produzione dei rifiuti.

Per Plastic Free, tuttavia, la transizione ecologica non può limitarsi alla sostituzione della plastica con altri materiali destinati comunque a un solo utilizzo. La vera priorità resta la riduzione complessiva degli imballaggi, eliminando quelli privi di una reale funzione di protezione, conservazione o trasporto.

“Per anni è stato chiesto soprattutto ai cittadini di fare correttamente la raccolta differenziata. Oggi il regolamento europeo manda finalmente un messaggio ulteriore: il rifiuto migliore è quello che non viene prodotto – prosegue De Gaetano –. Significa eliminare gli imballaggi inutili, favorire il riuso, permettere ai consumatori di utilizzare i propri contenitori e ridurre la presenza di sostanze problematiche negli imballaggi alimentari. È questo il vero cambio di paradigma. Il riciclo resta fondamentale, ma interviene quando il rifiuto esiste già. La prevenzione deve diventare la prima scelta”.

Secondo l’associazione, il successo del nuovo quadro normativo europeo dipenderà dalla rapidità con cui saranno adottati gli atti necessari alla sua piena attuazione e dalla capacità di evitare deroghe, rinvii e interpretazioni che possano comprometterne gli obiettivi ambientali. Allo stesso tempo sarà fondamentale accompagnare le imprese nella trasformazione dei processi produttivi, sostenendo innovazione, eco-design, riuso e modelli realmente circolari.

“Se continueremo a discutere soltanto della plastica che tiene insieme sei bottiglie d’acqua, avremo perso l’occasione più importante offerta da questo regolamento – conclude Luca De Gaetano –. Il PPWR non riguarda una singola pellicola: parla di prevenzione, riuso, sicurezza dei materiali e responsabilità dell’intera filiera. È il tentativo più avanzato oggi al mondo di cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo. Sosteniamo con convinzione questa direzione, ma chiediamo che sia percorsa con maggiore coraggio e velocità. Perché, mentre la politica scandisce i propri tempi, la plastica continua ad accumularsi nei fiumi, nei mari e perfino nel nostro organismo”.

Plastic Free Onlus auspica infine che l’applicazione del PPWR sia accompagnata da misure nazionali tempestive, controlli efficaci e da un confronto costante tra istituzioni, imprese, comunità scientifica e società civile, affinché la prevenzione dei rifiuti diventi il principio guida delle future politiche sugli imballaggi.

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