ROVIGO – Costituzione di parte civile del Comune nei processi per episodi di violenza, patrocinio legale alle vittime in difficoltà economica e pieno supporto alle procedure amministrative per l’espulsione e il rimpatrio degli autori dei reati quando previsto dalla legge. Sono i tre punti della mozione presentata in Consiglio comunale dal consigliere Aniello Piscopo, del Gruppo Misto e iscritto a Futuro Nazionale.
L’iniziativa nasce, spiega Piscopo, dall’aumento degli episodi di violenza registrati in città. «Alla luce degli innumerevoli episodi di violenza nei confronti dei cittadini italiani residenti a Rovigo, ritengo sia giunto il momento di prendere in considerazione in maniera seria e concreta il problema che ogni giorno si deve affrontare sulle azioni di violenza in città», afferma il consigliere.
Piscopo richiama alcuni dei più recenti fatti di cronaca. «Anche oggi sembra di leggere un bollettino di guerra. L’ultima notizia riguarda l’aggressione a una donna da parte di un extracomunitario già noto alle forze dell’ordine, dopo che gli aveva chiesto di tenere a bada il proprio cane lasciato libero all’interno di un esercizio commerciale del centro. A questo si aggiunge la violenta lite avvenuta in un bar della Commenda, con bottiglie rotte e catene utilizzate durante la rissa».
Da qui le tre proposte contenute nella mozione.
La prima prevede che il Comune di Rovigo si costituisca parte civile in tutti i procedimenti penali relativi a episodi di violenza avvenuti sul territorio comunale, chiedendo il risarcimento dei danni «per l’allarme sociale provocato».
Il secondo punto propone l’istituzione di un patrocinio legale a favore delle vittime che si trovino in condizioni economiche disagiate, mettendo a disposizione un legale nei casi di particolare difficoltà.
Infine, Piscopo chiede che l’amministrazione comunale attivi tutte le iniziative di propria competenza, sia amministrative sia giuridiche, per agevolare gli organi dello Stato nelle procedure di espulsione e rimpatrio degli autori dei reati, nei casi previsti dalla normativa vigente.
«La sicurezza dei cittadini deve tornare al centro dell’azione amministrativa», sostiene il consigliere, che auspica un confronto trasversale in aula affinché la mozione possa essere condivisa dall’intero Consiglio comunale.

















