Il direttivo richiama le opposizioni all’unità e critica la maggioranza di Valeria Cittadin, segnata da tensioni, cambi di assessori e risultati amministrativi giudicati insufficienti
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ROVIGO – Superare le polemiche interne e avviare un percorso comune capace di costruire un’alternativa credibile all’attuale amministrazione guidata dalla sindaca Valeria Cittadin. È l’appello rivolto alle forze di opposizione dal direttivo del Gruppo politico-culturale “Vittorio Bachelet” dopo l’ultimo Consiglio comunale e le successive prese di posizione su stampa e social network.

Secondo il gruppo, le divisioni nel centrosinistra finiscono per produrre un solo effetto: rafforzare una maggioranza che apparirebbe unita più dalla convenienza politica che da una reale condivisione.

Il direttivo richiama i continui avvicendamenti tra assessori e consiglieri, le dimissioni polemiche, gli esponenti confluiti nel Gruppo Misto e i rapporti difficili con il sindaco. Elementi che, a giudizio del Bachelet, descrivono una coalizione tutt’altro che compatta.

A questo quadro si aggiunge una valutazione critica dell’azione amministrativa. Nonostante la disponibilità di risorse economiche, il gruppo sostiene che la città fatichi a vedere risultati concreti sul fronte della sicurezza, del decoro urbano e dello sviluppo economico.

Tra gli episodi citati figura anche il voto sul futuro di Asm Spa nell’ultimo Consiglio comunale. Secondo quanto riferito dal Bachelet, Fratelli d’Italia avrebbe chiesto il rinvio della delibera, incontrando il rifiuto del sindaco. Un passaggio interpretato come un ulteriore segnale delle tensioni interne alla maggioranza. «Di fronte a questo scenario sorprende che le opposizioni continuino a consumare energie in polemiche su vicende di due anni fa», osserva il direttivo invitando a superare la sfiducia del Pd all’allora sindaco Edoardo Gaffeo che lo portò alle dimissioni.

Il Gruppo Bachelet invita invece a ripartire dal convegno del 5 maggio, durante il quale le forze di minoranza si erano confrontate sui primi due anni di governo della città (LEGGI ARTICOLO).

L’obiettivo, secondo il direttivo, deve essere la definizione di un programma condiviso e di una coalizione capace di proporsi come una reale alternativa di governo. «Le differenze esistono e nessuno pensa di cancellarle», sottolinea il gruppo. «La politica richiede però la capacità di distinguere ciò che divide da ciò che unisce».

Per il Bachelet, continuare a guardare alle contrapposizioni del passato significa offrire un vantaggio a una maggioranza già attraversata da evidenti difficoltà. La priorità dovrebbe essere invece la costruzione di un progetto comune, fondato su contenuti, obiettivi concreti e una visione condivisa per Rovigo. «È tempo di assumersi la responsabilità di costruire il futuro della città», conclude il direttivo. «L’unità delle forze alternative viene prima di tutto il resto».

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