ROVIGO – «A Rovigo piovono assessori, e non è affatto un bel film». Usa un’immagine ironica ma tagliente Andrea Borgato, presidente del Gruppo Bachelet e consigliere comunale, per commentare la revoca dell’assessora ai Servizi sociali Nadja Bala, il terzo cambio in un anno e mezzo della giunta guidata da Valeria Cittadin.
Borgato premette che nominare o revocare gli assessori rientra nelle prerogative del sindaco, ma ciò che contesta è il metodo adottato. «Il modo in cui la sindaca ha proceduto sin qui non può che generare grande perplessità. Non si è mai capito davvero cosa non abbia funzionato o dove gli assessori destituiti abbiano sbagliato. Si parla solo di fiducia venuta meno, senza spiegare mai il perché, il dove, il quando».
Il consigliere sottolinea come il caso Bala sia particolarmente significativo: «Era una scelta personale della sindaca prima delle elezioni. Se qualcosa non ha funzionato, viene il dubbio che l’errore di valutazione sia proprio a monte, ma questo non viene mai ammesso». Borgato ricorda inoltre il caso del giovane portavoce dimissionario dopo pochi mesi, anche in quel caso senza spiegazioni pubbliche.
Il nodo politico resta però più ampio. «Non si sa cosa succeda davvero nella maggioranza e forse ai cittadini importa relativamente» osserva Borgato. «Ma è tutto da dimostrare che la popolarità di una sindaca, sempre molto presente in città, sia proporzionale alla sua capacità di governo».
Secondo il consigliere, l’attuale amministrazione non avrebbe ancora messo in campo progetti propri: «Quanto è stato realizzato finora deriva da decisioni ereditate dalla precedente giunta, come le soluzioni per IRAS e Polo Natatorio». Le scelte rivendicabili come proprie, invece, «appaiono sbagliate o poco lungimiranti», come:
– la battaglia contro l’impianto pubblico di trattamento dell’umido, persa rispetto alla posizione della maggior parte dei sindaci polesani;
– il parallelo procedere del progetto privato per il trattamento dei liquami da tutta Italia, nonostante l’opposizione dei cittadini;
– la rinuncia al finanziamento PNRR per il contrasto allo sfruttamento in agricoltura;
– la cancellazione del progetto pluriennale del Sistema di Accoglienza e Integrazione dei migranti.
«Se non si governa davvero, con scelte precise e coerenti con il contesto, al di là di cortesia e sorrisi, prima o poi i problemi, quelli veri, verranno a galla» avverte Borgato. «E non basterà cambiare qualche assessore. Ai cittadini dovranno essere date risposte più concrete».
















