Sessanta giovani atleti, dai 7 ai 16 anni, hanno vissuto un’esperienza formativa e sportiva con tre coach neozelandesi. Gran finale con la tradizionale danza Haka
⭐ Aggiungi Rovigo.News alle tue fonti preferite su Google News e ricevi ogni giorno le notizie del Polesine.

BADIA POLESINE (Rovigo) – Si è concluso oggi pomeriggio, con la famosa danza maori Haka, l’Haka Rugby Global Élite Camp, che ha coinvolto 60 ragazze e ragazzi dai 7 ai 16 anni, offrendo loro l’opportunità di immergersi completamente nella cultura maori grazie alla presenza di tre coach neozelandesi d’eccezione: Troy Nathan, Paul Griffen e Iliesa Ratuva Tavuyara.

I tre allenatori hanno accolto tutti i partecipanti lunedì mattina ai Nuovi Impianti Sportivi di Badia Polesine, sede del camp, dando il via a tre giornate nelle quali gli obiettivi non erano soltanto quelli di migliorare le skills di ogni atleta, ma anche di trasmettere sicurezza e fiducia nelle proprie capacità, stimolare il lavoro di squadra e coinvolgere ogni partecipante, facendolo entrare in contatto con il mondo e i valori della cultura maori.

Durante i tre giorni si sono alternate sessioni specifiche dedicate al gioco del rugby ad altre attività nelle quali lo staff ha lavorato per trasmettere ai giovani atleti la cultura maori, arrivando a insegnare loro anche l’Haka. I ragazzi hanno così avuto modo di conoscere più da vicino l’importanza di una danza diventata famosa in tutto il mondo e profondamente legata alla storia e all’identità del popolo maori.

Il fondatore del camp, Troy Nathan, può vantare un curriculum di tutto rispetto. Originario della Nuova Zelanda e di origini irlandesi, ha vestito la maglia del Connacht, per poi giocare nei Glasgow Warriors e approdare successivamente in Italia, più precisamente al Mogliano Rugby, con cui ha conquistato uno scudetto. Ha quindi proseguito la propria esperienza con la Lazio Rugby, diventando anche permit player delle Zebre Parma. Ha concluso la carriera da giocatore a Piacenza, prima di intraprendere quella da allenatore con la società del VII Rugby Torino.

«Abbiamo iniziato questo camp 11 anni fa ad Asti e Piacenza e da lì è partita la nostra storia – racconta Troy Nathan -. Sono originario della Nuova Zelanda, dunque sono maori. Durante la mia carriera rugbistica mi sono accorto che il modo di vivere maori poteva aiutare sia me che i miei compagni di squadra. Per questo ho deciso di proporre questo camp, che ha l’obiettivo di creare leader futuri usando la cultura maori. Il nostro focus, quindi, non è solo quello di creare giocatori di rugby, ma di trasmettere loro un vero e proprio stile di vita».

La prima edizione in Polesine dell’Haka Rugby Global Élite Camp si è rivelata un vero e proprio successo, anche considerando l’alto numero di iscritti rispetto agli altri camp organizzati negli anni.

«Dieci mesi fa sono stato contattato dal Rugby Junior Badia – conclude Nathan – perché erano interessati a proporre il camp nella loro struttura, che oltre ad essere accogliente è davvero bella. Il campo è spettacolare, i volontari sono davvero preziosi e siamo molto felici di essere venuti qui».

Un’esperienza che ha dunque lasciato il segno anche nella società biancazzurra, che non sembra intenzionata a lasciarsi sfuggire l’opportunità di ospitare nuovamente il camp. A confermare la bontà dell’iniziativa sono arrivati anche i complimenti e gli apprezzamenti espressi dai genitori dei partecipanti, particolarmente soddisfatti per un’esperienza capace di unire sport, formazione, lavoro di squadra e cultura.

La danza Haka, scelta per chiudere il camp, ha rappresentato così il momento simbolico di un percorso vissuto dai 60 giovani atleti non soltanto sul campo da rugby, ma anche attraverso valori e tradizioni di una cultura lontana, che per tre giorni è diventata protagonista a Badia Polesine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie