ROVIGO – Sì è inaugurata domenica 2 ottobre presso l’Auditorium Marco Tamburini di Rovigo la XIV edizione di Musica e Poesia, organizzata e offerta da Conservatorio di Musica Francesco Venezze, Fondazione Banca del Monte di Rovigo con il sostegno di Fineco Bank, dedicata quest’anno a Pier Paolo Pasolini in occasione del centenario della nascita.
Il numeroso pubblico presente in sala è stato accolto dall’intervento introduttivo del presidente del Conservatorio Fiorenzo Scaranello cui sono seguiti i saluti del presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo Giorgio Lazzarini e del Group Manager di Fineco Bank Gaetano Bisceglie.
Ha poi preso la parola il vicesindaco e Assessore alla Cultura Roberto Tovo che ha introdotto la figura di Pier Paolo Pasolini alla quale Natalia Periotto Gennari ha dedicato la prima delle quattro riflessioni letterarie in programma nella rassegna, trattando in particolare la gioventù del grande poeta e intellettuale trascorsa prevalentemente in Friuli che diviene la sua “patria dell’anima”, mentre Casarsa, terra di origine della madre, gli offre l’intonazione della lingua nella quale dipanerà i suoi temi a partire dalla figura del “figlio” in cui egli “si identifica in bruciante desiderio d’amore”.

Ha così inizio un cammino di tribolata ricerca “per la via del deserto” (citazione di Esodo che Pasolini inserisce nel romanzo Teorema) che richiama l’esilio del popolo ebraico anche nelle tristemente note persecuzioni del ventesimo secolo. Da questo elemento di esodo continuo dei reietti e dal progetto di ricerca del Conservatorio di Rovigo dedicato ai musicisti ebrei internati è scaturito il successivo programma musicale di grande originalità articolato in tre diversi blocchi.
Il primo ha visto la presentazione, in probabile prima esecuzione assoluta, di due lavori di Kurt Sonnenfeld (il cui fondo musicale è stato donato al Conservatorio di Rovigo) che, dopo l’internamento nel campo di Ferramonti di Tarsia in Calabria, rimane a Milano, pur se rifiutato all’ammissione al Conservatorio, dedicandosi alla composizione, in cui spazia dal cabaret alla musica colta. Nel poema La città ignota, intensamente interpretato da Daniela Nuzzoli mezzosoprano, si evince la disillusione di chi aveva sperato in un mondo migliore, mentre la Sonata per violino e pianoforte, in un unico ma ampio movimento, sfoggia un catalogo di diversità linguistiche rese con eleganza ed elasticità da Giuseppe Fagnocchi al pianoforte e sempre da Daniela Nuzzoli ora al violino.
È seguito un dittico di lavori cameristici (con Silvia Raise violino, Caterina Colelli violoncello, Beatrice Bruscagin pianoforte, Ma Taizhe baritono e Daniela Nuzzoli mezzosoprano e violino) rispettivamente di Hans Gál e Egon Wellesz, entrambi compositori austriaci che, cercando rifugio nel Regno Unito dopo il 1938, subiranno comunque un periodo di internamento nell’Isola di Man in quanto cittadini di paese nemico.
Ai linguaggi di tradizione brahmsiana del primo ed espressionista del secondo, interpretati con appropriata e ampia intensità di gamme timbriche, agogiche e dinamiche, dal solido ensemble degli studenti del Venezze, è seguita la proposta di alcuni Lieder di ispirazione cinese di Goethe musicati dal tedesco Wilhelm Petersen e intonati dalla raffinata voce del soprano Su Chenwei.Con Goethe si è richiuso anche il filo con Pasolini attraverso una sua citazione del poeta tedesco dedicata al canto che, anche se intonato da un’”anima solitaria”, rimane in attesa che un’altra risponda, ossia speranza nella musica contro i deserti, le sopraffazioni e i rifiuti emersi in precedenza.

















