Il circolo democratico della segretaria Gessica Ferrari ha ospitato il deputato Diego Zardini che ha portato il modello vincente di Verona con il candidato Damiano Tommasi
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ADRIA (Rovigo) – Qual è l’identikit vincente del candidato sindaco? Quali sono le mosse giuste per vincere le elezioni amministrative in una città? Ma soprattutto è sufficiente applicarle nei tempi più rapidi così come in una gara per risolvere per primi il cubo di Rubik? La strategia Verona è esportabile ad Adria?

Queste e tanto altro a cui si è cercato di dare risposta con il deputato Pd Diego Zardini, al terzo incontro organizzato dal Pd adriese, che per partecipazione si conferma uno dei circoli più attivi della provincia.
“Il terzo incontro aveva ad oggetto la politica locale, abbiamo parlato di come si governa una città alla luce delle difficili sfide che attendono le amministrazioni soprattutto relative ai cambiamenti socio economici, nuove povertà e nuovi bisogni” commenta la segretaria locale Gessica Ferrari.

Zardini ha raccontato come il centro sinistra abbia strappato Verona alla destra grazie ad un lavoro propedeutico certosino sul territorio.
“Non si è mai smesso di scendere in strada, di bussare casa per casa, Damiano Tommasi ha ascoltato la gente e si è fatto vicino alle persone, partendo dagli ultimi, dalle periferie, dalle aree in cui la destra aveva da anni un solido consenso – ha raccontato Zardini – Abbiamo avuto la capacità di essere dalla parte delle persone, di scrollarci di dosso l’idea che il Pd sia un partito di élite e in mezzo alle persone trovato il nostro posto.
Il lavoro paga, ma per vincere occorre bandire i personalismi e questa è la cosa più difficile.
A Verona il PD ha vinto con una lista civica che fuso e saputo fare stare a braccetto lo storico dualismo tra civismo e Pd”.

“Sarà possibile ad Adria creare quel campo allargato all’area progressista della città in grado di superare gli individualismi e dotare la nuova amministrazione di uno sguardo nuovo in grado di fare uscire Adria dal suo isolamento cronico? – ha provocatoriamente chiesto Ferrari – Di una cosa siamo certi, la leadership è importante così come lo è stata la scelta di Tommasi per Verona, ma anche Adria ha bisogno di candidati che non promettono, che non esaltano, che non urlano”.

“Adria ha bisogno di chi ascolta gli altri e che dimostra di avere conoscenza profonda del tessuto sociale in cui si muoverà.
Le nuove classi povere sono le famiglie che lavorano ed hanno bambini, l’economia della città è stata colpita al cuore, per la prima volta città medio piccole si trovano ad affrontare i problemi dei grandi centri urbani. Chi avrà questa capacità di intercettare le nuove paure per il futuro? Di questo c’è bisogno prima che della prossima grande opera” ha concluso Gessica Ferrari.

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