ROVIGO – Un piatto di tortellini a casa del patron Francesco Zambelli fecero capire subito al sudafricano Joe Van Niekerk (foto sopra), di essere nel posto giusto dopo due anni difficili a pasta in bianco. Dopo la firma del contratto una mangiata di carne per festeggiare, a quel punto capì che da Rovigo non si sarebbe più mosso. E’ uno degli aneddoti emersi nella bella serata organizzata lunedì 28 novembre scorso a Palazzo Roncale dal Lions Club di Rovigo, che ha voluto affrontare un rapporto fra una cittadina di provincia, quale è Rovigo, e un Paese dalla parte opposta dell’emisfero come il Sudafrica.

La serata è iniziata con l’intervento dell’attuale presidente della Femi-Cz Rugby Rovigo, Francesco Zambelli, che ha raccontato il percorso da quando nel 1989 è entrato a far parte di questo meraviglioso sport. il giornalista Roberto ‘Willy’ Roversi, moderatore dell’evento, ha poi passato la parola a Domenico Calcagno del Corriere della Sera, che iniziò a seguire la Rugby Rovigo proprio nel periodo fra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90. “In quel lasso di tempo – ha fatto notare Calcagno -, il campionato italiano era pieno dei migliori fuoriclasse del mondo. Secondo me, Rovigo e il Sudafrica sono legati da un rapporto speciale perché entrambi sono terre nelle quali sono vissuti per lo più contadini. Da questo nasce anche una simile impostazione del gioco basato sulla mischia e sulla competitività”.

Si è poi dato spazio a Polla Roux, soprannominato da Roversi il ‘Sudafricano modello’, poiché a Rovigo è stato giocatore, allenatore, direttore sportivo, ha sposato una rodigina ed i suoi figli stanno giocando nelle giovanili della Monti. E’ poi arrivato il turno di Stefan Basson (in partenza per Dubai per un torneo Seven di vecchie glorie), il ‘Sudafricano sbagliato’, perché è stato il primo giocatore gracile e di statura più piccola, ad arrivare in città. Poi la città si è innamorata di lui e del suo estro, fino allo scudetto del 2016.
Per ultimo ha parlato Joe Van Niekerk (anch’egli protagonista dello scudetto del 2016), soprannominato il ‘Sudafricano italiano’. Joe infatti arrivò in Italia a 17 anni (giocò nel Venezia Mestre) e quindi è sempre stato di formazione rugbistica italiana. Anche lui si è sposato ed ha messo su famiglia in Italia. Tutti e tre hanno un ruolo nell’attuale società guidata dal patron Zambelli: direttore sportivo il primo, tecnico dell’Under 19 il secondo, assistente ed allenatore della difesa della FemiCz il terzo.
Alla fine, dopo l’accenno di Zambelli sul caso Coetzee, Willy Roversi ha dato il suo XV sudafricano ideale che vede come protagonisti: Basson; Kruger, Van Niekerk, Van Reenen, Van Vuuren; Botha, Roux; Mallett, Smal, Venter, Buger, Naudè; Lupini, Momberg, Gerber. Alla fine i tre ospiti sudafricani hanno regalato al presidente Francesco Zambelli una maglia della nazionale sudafricana, cimelio che ancora mancava al club rossoblù. “Siamo davvero soddisfatti – ha commentato a fine serata il presidente del Lions Club, Ruggero Zambon -. Nonostante fosse di lunedì sera, il pubblico ha risposto molto bene e sono stati in tanti a partecipare. Si è sempre respirato un clima familiare e abbiamo ricevuto molti complimenti dal pubblico. E’ stato davvero interessante scoprire storie, aneddoti e racconti dei protagonisti che testimoniano il legame speciale che c’è fra Rovigo ed il Sudafrica”. Presente anche l’assessore ai Lavori Pubblici del comune di Rovigo, Beppe Favaretto ex campione d’Italia con i Bersaglieri.


















