Fa tutto l’Italia vanificando quanto di buono fatto nei precedenti incontri del Sei Nazioni, sconfitta all’Olimpico (17-29)

ROMA – Doppia delusione per l’Italia. Non è arrivato il risultato e nemmeno la prestazione. Quella con il Galles era la partita da vincere in questo Sei Nazioni. Lo dicevano le belle prove offerte dagli azzurri, sia pur sconfitti, Francia, Inghilterra e Irlanda, e lo diceva soprattutto la pessima situazione del rugby gallese alle prese con la più grande crisi tecnica ed economica della sua storia epica e centenaria. Anche gli addetti ai lavori del torneo, con la stampa britannica in prima linea, la stessa che fino a non molto tempo fa si chiedeva cosa ci facesse l’Italia nel Sei Nazioni, vedevano la squadra di Crowley pronta a ripetere l’impresa di Cardiff dello scorso anno con la fenomenale serpentina di Capuozzo che permise a Padovani di segnare la meta della vittoria. 

Il folletto italo-francese, però, non è sceso in campo all’Olimpico (infortunio alla spalla) e l’Italia si è improvvisamente ritrovata smarrita e fallosa oltre ogni limite diventando una preda nemmeno tanto difficile da prendere per un Galles dal gioco semplice e basilare che il “mago” Gatland sta rimettendo in sesto con grande fatica puntando sui fondamentali classici di questo sport: possesso, avanzamento con il pack e gioco al piede. E’ bastato questo per mettere in crisi un’Italia desiderosa di mostrare il suo nuovo stile di gioco il quale, però, prevede un elemento indispensabile che all’Olimpico non si è visto: il possesso dell’ovale. Senza palloni da manovrare tutte le armi offensive azzurre sono state disinnescate e la buona tenuta difensiva del Galles ha fatto il resto. Il primo tempo è stato un assolo dei gallesi che hanno dominato sia il possesso che il territorio lasciando agli azzurri solo poche briciole. Eppure tra quelle briciole ci sono state due enormi occasioni da meta sprecate dall’Italia. Nella prima Allan, che aveva trovato un gran buco, si è dimenticato di servire un liberissimo Bruno; nella seconda, scaturita dalla miglior azione di contrattacco azzurra della partita, l’egoismo di Ruzza ha negato una marcatura ormai certa. E’ probabile che se queste situazioni fossero state sfruttate a dovere la partita avrebbe potuto indirizzarsi verso un andamento diverso. 

Molto più concreto e solido si è dimostrato il Galles che ha tradotto in punti ogni sua puntata in attacco, a volte aiutato da una difesa italiana non sempre esente da pecche con troppi placcaggi importanti mancati. A complicare la partita degli azzurri c’è stata anche l’indisciplina, costata due cartellini gialli. Un vantaggio che a questi livelli non si può concedere. Il Galles, consapevole che la sfida dell’Olimpico era decisiva per mettere almeno un pannicello caldo al suo deludente Sei Nazioni, non ha certamente brillato per il suo gioco. D’altro canto in questo momento non ha i giocatori in grado di produrre un rugby di qualità. La squadra di Gatland, però, si è dimostrata pratica e incisiva, lasciando da parte i fronzoli e puntando al sodo. Così senza fare nemmeno troppa fatica si è trovata con un largo vantaggio e all’inizio della ripresa si è presa anche il bonus offensivo, il punto aggiuntivo che l’Italia ha sempre concesso agli avversari in questo torneo. Un evidente segnale che in difesa c’è ancora molto lavoro da fare. Dopo un primo tempo di marca gallese, 22 a 3 il parziale a loro favore, nella ripresa gli azzurri hanno cercato di ritornare in partita, ma non era giornata. 

Troppi errori banali e tanti palloni persi malamente hanno fatto capire che l’incontro era nato storto e proseguito peggio. Con l’Italia che cercava di produrre gioco sbagliando anche i gesti tecnici più semplici e con il Galles che dopo la quarta meta ha guardato più a contenere che ad attaccare, la partita si è imbruttita e a tratti è parso di vedere un confronto tra squadre del Tier 2, non del Sei Nazioni. 

Alla fine si sono viste tante facce sconsolate nel gruppo azzurro che sperava tanto in un successo che potesse dare continuità a quanto espresso da novembre a oggi. Invece è arrivato uno stop, se non proprio un passo indietro. Che tutto questo coincida con l’assenza di Capuozzo può essere un caso, ma è sicuramente vero che il talento del giocatore de Tolosa può anche riuscire a nascondere certi difetti. Adesso viaggiare verso Edimburgo per affrontare una Scozia tra le più forti degli ultimi anni è certamente un compito difficile.                   

Roma, Stadio Olimpico

GUINNESS SIX NATIONS

Sabato 11 marzo 2023 | kick-off ore 15:15

ITALIA v GALLES 17-29 (p.t. 3-22)

Marcatori: PT 6’ CP O. Williams (0-3); 8’ m. Dyer, t. O. Williams (0-10); 15’ cp Allan (3-10); 17’ m. L. Williams, nt (3-15); 34’ m. tecn. Galles (3-22). PT 42’ m. Negri, t. Allan (10-22); 49’ m. Faletau, t. O. Williams (10-29); 67’ m. Brex, t. Allan (17-29); 

Italia: 15 Allan; 14 Padovani, 13 Brex, 12 Menoncello (59’ Morisi), 11 Bruno; 10 Garbisi, 9 Varney (56’ Fusco); 8 L. Cannone, 7 Lamaro (C – 77’ Pettinelli), 6 Negri (52’ Zuliani); 5 Ruzza; 4 N. Cannone (60’ Iachizzi); 3 Ferrari (32’ – 38’ Riccioni; 48’ Riccioni), 2 Nicotera (52’ Bigi), 1 Fischetti (62’ Zani)

In panchina (6-2): 16 Bigi, 17 Zani, 18 Riccioni, 19 Iachizzi, 20 Pettinelli, 21 Zuliani, 22 Fusco, 23 Morisi

Head Coach: Kieran Crowley

Galles: 15. L. Williams (61’ North); 14. Adams (51’ Rees-Zammit), 13. Grady, 12. Hawkins, 11. Dyer; 10. O. Williams, 9. Webb (53’ T. Williams); 8. Faletau, 7. Tipuric, 6. Morgan (60’ Reffell); 5. Jenkins (68’ Davies), 4. Baird; 3. Francis (52’ Lewis), 2. Owens (C – Baldwin; 74’ Owens), 1. Wyn Jones (45’ Thomas)

In panchina (5-3): 16. Baldwin, 17. Thomas, 18. Lewis, 19. Davies, 20. Reffell, 21. T. Williams, 22. North, 23. Rees-Zammit

Head Coach: Warren Gatland

Arbitro: Damon Murphy (RA)

Assistenti: Karl Dickson (RFU) e Chris Busby (IRFU)

TMO: Joy Neville (IRFU)

Cartellini: 34’ giallo L. Cannone (ITA); 44’ giallo Bruno (ITA); 

Calciatori: O. Williams (GAL) 3/5; Allan (ITA) 3/3; 

Player of the Match: Rhys Webb (GAL)

Note: PT 3-22. Giornata soleggiata, terreno in perfette condizioni, spettatori 61.536. In campo tra i due tempi una folta rappresentanza della Nazionale Azzurra impegnata nello storico Tour in Sudafrica del 1973.

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