ROVIGO – L’Arena Spettacoli del Censer ha aperto venerdì sera, la tre giorni finale della 36. edizione del Festival internazionale DeltaBlues Rovigo. Il programma di venerdì sera è stato molto denso.
Dapprima si sono svolte le finali della 39. edizione dell’Ibc. Le preselezioni dei concorrenti che hanno partecipato alla finale italiana di Rovigo, si erano ultimate a maggio. L’International blues challenge si svolgerà come da consuetudine a Memphis nel gennaio 2024, tra i principali locali lungo Beale Street e l’Orpheum Theatre, storica sede della finalissima mondiale di questa “Battle Of Band”, organizzata dalla Blues Foundation. In Italia tutto è iniziato nel 2005, con la collaborazione di diverse realtà operanti in campo musicale, composte da Rootsway, Roots’n’Blues & Food Festival di Parma, assieme a Deltablues Rovigo, coadiuvati da Il Blues Magazine. Anche quest’anno i giudici sono riusciti ad ascoltare tutto il materiale pervenuto e a decretare i nomi dei tre finalisti per la selezione dei rappresentanti italiani di questa importante competizione. Sul palco di Rovigo si sono esibiti per primi Alberto Visentin (proveniente dall’alto Veneto) & Rob Daz, seguiti dalla modenese Ellen River che ha proposto alcuni brani del suo ultimo album “Life” composto da ben 27 canzoni più una cover. A vincere però sono stati i Sacromud, con il loro rock-blues dalle atmosfere grunge. La giuria di esperti che ha espletato il duro lavoro di ascoltare e votare tutti i partecipanti, era composta da: Marcello Matranga – ADMR Radio, Maurizio Galli – MusicalMind, Stefano Tognoni – Il Popolo del Blues, Domenico Di Lascio – Presidente Festival Pignola In Blues, Gianni Zuretti – Free Zone, Francesco Paracchini – L’isola che non c’era, Lorenz Zadro – A-Z Blues, Gabriele Dellepiane – Musicista, Matteo Bossi – Il Blues Magazine, Aldo Pedron – Giornalista e scrittore.
Gli ospiti della serata sono stati Gennaro Porcelli BB Band, che ha incantato i presenti con i suoi straordinari assoli di chitarra, ma anche con la sua simpatia. “Era da tanto tempo che volevo prendere parte al DeltaBlues” – ha dichiarato il chitarrista di Edoardo Bennato, una volta salito sul palco e presentato dal bluesman padovano Max “Alligator” Lazzarin. A chiudere The Honey Island Swamp Band, che prende il nome da una palude che si trova al confine tra Louisiana e Mississippi, la Honey Isle Swamp, che ha proposto l’ultimo lavoro discografico, “Custom Deluxe”, che si annuncia come l’album più riuscito e maturo della loro carriera.


















