ROVIGO – Riappropriamoci delle parole. Si può parlare di sicurezza e di città sicure in modo diverso?
Sabato 13 settembre Mediterranea Polesine Rovigo propone un’incontro per tentare di riflettere insieme su questi temi, ora che Rovigo da inizio agosto è zona rossa, come disposto dal ministero dell’Interno dopo la morte di un ragazzo ai giardini delle Torri.
Ma se zona rossa significa più forze dell’ordine e più restrizioni, questo davvero significa maggiore sicurezza di un territorio? Alle risposte di quest’epoca – zona rossa, controllo, repressione – Mediterranea Polesine risponde con: incontro, diversità, comunità aperte.


Di questo si parla sabato 13 settembre nel patio del Carpe Diem di Rovigo (via Silvestri 9) a partire dalle 17.30 con la sociologa Anna Curcio, l’operatore di riduzione del danno Pino Di Pino, l’avvocato Marcello Stellin, l’armatore sociale e co-fondatore di Mediterranea Saving Humans Alessandro Metz.
Dopo questo incontro, Mediterranea Polesine Rovigo presenterà idee e iniziative in Polesine e l’impegno di Mediterranea Saving Humans per rilanciare la necessità di una voce, una narrazione differente sui temi dei migranti, dei popoli in movimento, di Gaza e del Medio Oriente, delle guerre. E si parlerà di “A Bordo!”, il festival di Mediterranea che si svolge a Marghera dal 2 al 5 ottobre.
La serata prosegue con due concerti dalle 21: l’indie rock acustico di Dade e Masti, e i suoni decisi dei Cardoon (stoner rock).
Sabato 13 settembre 2025 “Città sicure, ma per chi?” Carpe Diem Via Silvestri 9 – Rovigo Dalle 17.30
“Prima si salva, poi si discute”, è il pensiero tra le persone che compongono Mediterranea Saving Humans, nata dopo il naufragio di Lampedusa, una delle più gravi catastrofi del mare, che undici anni fa provocò la morte di 368 persone, il 3 ottobre 2018: associazioni e singole persone scelsero di mettere insieme le proprie energie e le proprie competenze per salvare vite.
Mediterranea Saving Humans è’ un’Associazione di promozione sociale (APS), nata nel 2018 come risposta concreta alle violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo centrale. Dall’unione tra realtà associative e persone comuni oggi le due navi Mediterranea e Mare Jonio costituiscono le uniche navi del soccorso civile battente bandiera italiana nell’attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo. L’obiettivo è “essere dove bisogna essere, testimoniare ciò che accade e soccorrere chiunque rischi di morire”.
Mediterranea è impegnata anche in Cisgiordania con il progetto “Mediterranea with Palestine”, a sostegno del movimento palestinese di resistenza non violenta Youth of Sumud, con iniziative di interposizione non violenta e documentazione dei soprusi compiuti dai coloni israeliani e dall’esercito contro la popolazione civile.
Mediterranea è impegnata inoltre a Trieste, con l’associazione Linea d’Ombra, per aiutare i migranti che arrivano dalla rotta balcanica. E in Ucraina, con l’ambulatorio medico mobile e i team medico sanitari, in vari campi profughi nella regione di Leopoli.
Oggi Mediterranea è costituita da equipaggi di mare ed equipaggi di terra in tutta Italia. Info: https://mediterranearescue.org/it.



















