I 13 Centri diurni disabili gestiti da Società Dolce sul territorio della provincia di Rovigo accolgono ogni giorno 205 persone con disabilità media, grave e gravissima
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ROVIGO – Arianna tiene la mano a Claudio e insieme affrontano il percorso a ostacoli nella palestra della scuola di San Martino di Venezze, alle porte di Rovigo.

Arianna è qui coi suoi compagni di classe e l’insegnante di educazione fisica della seconda media del paese, mentre Claudio è uno dei ragazzi che frequentano i centri diurni disabili (Cdd) di Rovigo e provincia, gestiti dalla cooperativa sociale Società Dolce.

L’idea di una mattinata dedicata allo sport da trascorrere insieme è stata di Enrico Pozzato, tecnico di attività motoria e del Cdd “Il Sorriso”, con l’obbiettivo di sensibilizzare e avvicinare i giovanissimi alla disabilità e all’integrazione. 


Uscire dal centro diurno e andare sul territorio è uno dei principi alla base degli interventi che ogni giorno eroghiamo a più di 400 persone disabili, oltre alle 130 che vivono in strutture residenziali e alle circa 200 a domicilio, in Veneto, Emilia Romagna e Lombardia – ha detto Pietro Segata, presidente di Società Dolce – perché l’inclusione avviene anche attraverso l’incontro e la conoscenza. Le persone con disabilità imparano a sentirsi parte di una comunità, alla quale partecipano attraverso iniziative come questa“.


Se all’inizio della mattinata le gradinate della palestra accoglievano due gruppi separati, i giovani studenti e gli utenti dei centri diurni, dopo le presentazioni e la prima attività il ghiaccio era già rotto e prendersi per mano è diventato facile: “Andrea è un fenomeno con la palla e poi è molto simpatico. Abito vicina al centro diurno che frequenta e ci passo davanti ogni giorno, ma non sapevo cosa fosse“, ha detto Chiara.

I giochi sportivi, resi accessibili a chi ha una disabilità, hanno occupato tutta la mattinata, ma non sono mancati momenti educativi e di riflessione proposti dagli adulti presenti: “Molti di voi stanno già pensando alla strada da intraprendere alle scuole superiori. Questa esperienza vi fa capire cosa vuol dire fare l’educatore con i ragazzi disabili e potrebbe essere una scelta“, ha suggerito la professoressa Enrica Mariani, seguita da Giorgia Mingotti, educatrice, che ha brevemente raccontato quanto lavorare nel sociale sia gratificante e arricchente.

Nessuna timidezza da parte degli studenti, ma molta curiosità e non sono mancate le domande. Anche i ragazzi e le ragazze con disabilità si sono relazionati coi loro nuovi compagni con facilità e la mattinata si è conclusa con un momento di convivialità, una merenda in allegria.

I 13 Centri diurni disabili gestiti da Società Dolce sul territorio della provincia di Rovigo accolgono ogni giorno 205 persone con disabilità media, grave e gravissima e 151 lavoratori, tra personale educativo, assistenziale, infermieristico, ausiliario e per il trasporto.

“Il rapporto di collaborazione con le istituzioni – ha concluso Segata è per noi un valore importante ed è volto a costruire un coinvolgimento attivo col territorio e alla socializzazione delle persone con disabilità con la comunità di cittadini”.

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